Erano stati arrestati e poi rilasciati durante le proteste per İmamoğlu: richiesta di condanna per 7 giornalisti!
La procura ha richiesto una condanna per 7 giornalisti che erano stati arrestati e successivamente rilasciati dopo aver seguito le proteste scoppiate in seguito alla condanna del sindaco di Istanbul e candidato alla presidenza del CHP, Ekrem İmamoğlu. Nella decisione della procura, la motivazione addotta è stata "l'impossibilità di ottenere prove o indizi in grado di confermare le dichiarazioni degli indagati".
In seguito alle proteste scoppiate dopo la condanna del sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul (İBB) e candidato alla presidenza del CHP, Ekrem İmamoğlu, numerose persone sono state arrestate e condotte in carcere.
Tra gli arrestati figuravano anche 7 giornalisti che si trovavano sul campo per svolgere il proprio lavoro e seguire la notizia: Kurtuluş Arı, Gökhan Kam, Bülent Kılıç, Yasin Akgül, Ali Onur Tosun, Zeynep Kuray e Hayri Tunç. Dopo essere stati fermati e arrestati, i giornalisti erano stati successivamente rilasciati con l'obbligo di firma.
È stato preparato un atto d'accusa contro i giornalisti, rilasciati dal carcere di Silivri il 27 marzo. La Procura della Repubblica di Istanbul ha richiesto una condanna per i giornalisti con l'accusa di "partecipazione disarmata a riunioni e cortei contrari alla legge e mancata dispersione nonostante l'avvertimento".
Nell'atto d'accusa si legge quanto segue:
"Sebbene nelle loro deposizioni abbiano dichiarato di trovarsi sul luogo dell'evento nell'ambito di attività giornalistiche e di fotogiornalismo, dall'esame del fascicolo è emerso che le forze dell'ordine non hanno effettuato alcun accertamento in grado di confermare che gli indagati stessero svolgendo attività giornalistiche sul posto. In questo contesto, data l'impossibilità di ottenere prove o indizi in grado di confermare le dichiarazioni degli indagati, la nostra Procura della Repubblica non ha ritenuto le loro affermazioni attendibili. Sulla base dei verbali di interrogatorio, dei rapporti investigativi redatti dalle forze dell'ordine, del divieto imposto dalla Prefettura e dell'intero contenuto del fascicolo, è emerso che gli indagati, le cui generalità sono sopra indicate, hanno continuato a partecipare a riunioni e manifestazioni contrarie alla legge nonostante il divieto imposto dalla Prefettura di Istanbul e nonostante l'ordine di disperdersi. Insistendo nel non disperdersi nonostante gli avvertimenti, hanno commesso il reato previsto dall'articolo 32/1 della Legge n. 2911 sulle Riunioni e le Manifestazioni. Sussistendo un sospetto sufficiente ai sensi dell'articolo 170/2 del Codice di Procedura Penale, e ferma restando la valutazione delle prove da parte della Corte, si richiede in nome pubblico che venga celebrato il processo pubblico a carico degli indagati, che vengano condannati per i reati ascritti in conformità con gli articoli di legge sopra citati, che vengano applicate le misure di sicurezza previste dall'articolo 53 del Codice Penale turco (TCK) a causa del reato commesso con dolo, e che i periodi trascorsi in stato di fermo/detenzione vengano DETRATTI dalle pene ai sensi dell'articolo 63 del TCK."
Fonte della notizia: 12punto
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