Era morta in circostanze sospette: nuova decisione di indagine nel caso di Aslıhan Sinem Çiçek
Nel caso di Aslıhan Sinem Çiçek, la diciottenne scomparsa dopo essere andata a un colloquio di lavoro a Smirne e deceduta in ospedale il giorno successivo, il tribunale ha deciso di avviare una nuova indagine contro gli imputati per il reato di "causa di morte". Il processo è stato rinviato al 25 marzo 2025.
C'è un nuovo sviluppo nel processo avviato dopo la scomparsa di Aslıhan Sinem Çiçek, 18 anni, a Smirne, avvenuta dopo che la giovane era uscita di casa per recarsi a un colloquio di lavoro, e il suo successivo decesso in ospedale il giorno seguente.
Nell'udienza tenutasi ieri presso l'11ª Corte d'Assise di Smirne, è stato deciso di avviare una nuova indagine contro gli imputati Burak Kaya e Cem Acar per il reato di "causa di morte". Il tribunale ha stabilito che, qualora a seguito di tale indagine venisse aperto un procedimento, questo dovrà essere riunito al fascicolo attuale. Il processo è stato rinviato al 25 marzo 2025.
LE DECISIONI PRECEDENTI ERANO STATE IMPUGNATE
In precedenza, la Procura della Repubblica di Smirne aveva emesso una decisione di non luogo a procedere per il reato di "omicidio", decisione ritenuta corretta anche dal 4° Giudice di Pace di Smirne. Tuttavia, l'avvocato della famiglia Çiçek, Kubilay Büber, aveva impugnato tale decisione presentando un ricorso al Ministero della Giustizia per "annullamento a favore della legge". Il Ministero non aveva dato risposta positiva a tale richiesta.
SECONDA ISTANZA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
L'avvocato Büber ha presentato il mese scorso una seconda istanza al Ministero della Giustizia, sostenendo che gli imputati Cem Acar e Burak Kaya abbiano causato la morte di Aslıhan Sinem Çiçek incoraggiandola all'uso di droghe pesanti. Nella petizione, ha sostenuto che una quantità di droga superiore alla capacità corporea della Çiçek sia stata somministrata da Cem Acar e che, per questo motivo, la giovane sia entrata in coma e deceduta.
Büber ha inoltre precisato nella petizione che, durante la fase delle indagini, le dichiarazioni degli imputati in merito a tale aspetto non sono state acquisite e che l'evento non è stato chiarito appieno.
Sottolineando che le registrazioni delle telecamere di sicurezza presenti nel fascicolo mostrano la Çiçek mentre corre via dalla casa in cui aveva trascorso del tempo con Cem Acar, Büber ha affermato che tali immagini indicano una possibile fuga.
È stato inoltre sostenuto che, durante il processo, ci si sia concentrati esclusivamente sul fatto se la Çiçek avesse subito abusi sessuali o fosse stata privata della libertà, senza condurre un esame sufficiente sulle cause del decesso.
COSA ERA SUCCESSO?
Nell'atto d'accusa si legge che, il 26 luglio 2022, a seguito di una segnalazione giunta al Centro di Chiamata di Emergenza 112 riguardante una giovane donna che si trovava sul lato destro dell'uscita dei tunnel di Bayraklı, mentre percorreva l'autostrada in direzione Bornova-Çiğli, che appariva in cattive condizioni di salute e si lanciava davanti alle auto, le forze dell'ordine sono state inviate sul posto. È stato riferito che Aslıhan Sinem Çiçek è stata trovata distesa a terra nel bosco, con ferite sul corpo, tracce di sangue sui vestiti e il bottone anteriore e la cerniera dei pantaloni aperti.
È stato inoltre registrato che la Çiçek aveva riferito agli agenti di polizia che una persona aveva tentato di violentarla e che successivamente aveva perso conoscenza.
Nell'atto d'accusa si afferma inoltre che vicino ad Aslıhan Sinem Çiçek si trovava una motocicletta parcheggiata con targa 35 BBB 189, che la moto è stata prelevata dalle squadre della polizia stradale per essere esaminata e che, subito dopo, il sospettato Burak Kaya si è avvicinato agli agenti che attendevano l'ambulanza accanto alla vittima.

È stata inclusa la dichiarazione di Burak Kaya, il quale presentava tracce di sangue sulle braccia e sul viso, secondo cui la moto era di sua proprietà, che era stato costretto a parcheggiarla perché aveva finito la benzina e che si era recato presso una stazione di servizio per fare rifornimento.
Riguardo alle tracce di sangue su di lui, Burak Kaya ha dichiarato che si erano formate a seguito dell'aggressione subita dalla Çiçek mentre cercava di aiutarla. Durante la perquisizione personale di Burak Kaya è stato rinvenuto il telefono cellulare appartenente alla Çiçek, mentre nella motocicletta sono stati trovati un coltello lungo 30 centimetri e una giacca verde insanguinata. Nell'atto d'accusa è stato anche riportato che, dall'esame effettuato, il sangue sulla giacca non apparteneva alla Çiçek.
Kaya, trovato in possesso del telefono della Çiçek, è stato arrestato dal giudice di pace per il reato di "rapina" dopo essere stato condotto in tribunale al termine delle procedure di polizia.
D'altra parte, dalle indagini è emerso che la Çiçek era salita su un veicolo commerciale leggero di colore bianco. Il proprietario del veicolo, Cem Acar, è stato fermato con l'accusa di "aggressione sessuale aggravata", ma è stato rilasciato con l'obbligo di braccialetto elettronico, il divieto di lasciare la propria abitazione e il divieto di espatrio.

Anche Diyar Acar, cugino di Cem Acar, fermato nell'ambito delle indagini, è stato rilasciato dal tribunale con l'obbligo di firma. Nel rapporto di medicina legale richiesto per Burak Kaya sono state rilevate sostanze stupefacenti nel sangue e nelle urine. Kaya è stato scarcerato il 27 ottobre dello scorso anno con il divieto di espatrio, ma è stato successivamente incarcerato per aver riportato una condanna per un altro reato.
Nell'atto d'accusa, per il sospettato Cem Acar è stata richiesta una pena detentiva fino a 19 anni per i reati di "aggressione sessuale aggravata" e "privazione della libertà personale", mentre per Burak Kaya è stata richiesta una pena fino a 15 anni per il reato di "rapina".
Fonte della notizia: 12punto
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