Engin Polat è stato scarcerato
È stata disposta la scarcerazione di Engin Polat e di altri 3 imputati, arrestati con l'accusa di riciclaggio di denaro e per i quali era stata richiesta una pena fino a 40 anni di reclusione. Non ci sono più detenuti nel processo Polat. Il ricorso presentato contro la scarcerazione di Engin Polat è stato respinto.
È stata annunciata la decisione interlocutoria nel processo a carico di Dilan Polat ed Engin Polat, seguito da vicino in tutta la Turchia.
Il processo, che vede coinvolti 28 imputati, di cui 4 in custodia cautelare, e in cui Dilan e suo marito Engin Polat rischiano una pena complessiva da 20 a 40 anni di reclusione per 3 diversi reati, è giunto al suo terzo giorno.
L'imputato detenuto Ahmet Gün si è presentato personalmente all'udienza presso il 2° Tribunale Penale di primo grado dell'Anatolia. Gli altri imputati detenuti, Engin Polat, Alper Kürşat Polat e Sezgin Polat, hanno partecipato all'udienza tramite il Sistema di informazione audio e video (SEGBİS).
Anche gli imputati a piede libero, tra cui Dilan Polat, e i loro avvocati erano presenti in aula.
NON CI SONO PIÙ DETENUTI NEL PROCESSO POLAT
Il collegio giudicante ha deciso per la scarcerazione degli imputati detenuti Engin Polat, Sezgin Polat, Alper Kürşat Polat e Ahmet Gün, tenendo conto del periodo trascorso in custodia cautelare e dello stato attuale delle prove.
Il tribunale ha disposto l'applicazione della misura cautelare del "divieto di espatrio" per gli imputati scarcerati.
I presenti in aula hanno accolto la decisione di scarcerazione con un applauso.
RICORSO RESPINTO
La Procura della Repubblica di Istanbul ha respinto il ricorso presentato contro la scarcerazione di Engin Polat. Engin Polat e gli altri 3 imputati, per i quali è stata disposta la scarcerazione, saranno processati a piede libero.
COSA ERA SUCCESSO?
Nelle operazioni condotte a partire dal 1° novembre 2023 in 6 province con base a Istanbul, erano stati fermati 24 sospettati, tra cui Dilan Polat e suo marito Engin Polat.
Nell'ambito dell'indagine, 16 dei sospettati, tra cui Dilan Polat, Engin Polat e Sinem Sıla Doğu, erano stati arrestati e il tribunale aveva disposto l'amministrazione giudiziaria per 27 società.
Il Tribunale di pace, durante la revisione mensile della custodia cautelare del 14 giugno, aveva disposto la scarcerazione dei fratelli di Dilan Polat, Can e Sinem Sıla Doğu, insieme a Can Polat, Gökay Bekar, Halit Polat, Harun Abak, Metin Yılmaz, Mustafa Özalp, Nilgün Yılmaz, Uğurcan Ayyıldız e Zekai Tepe, applicando misure di controllo giudiziario.
L'avvocato di Dilan Polat, Sevinç Horoz, aveva presentato il 19 agosto un ricorso contro la detenzione presso l'8° Tribunale Penale Pesante dell'Anatolia. In tale contesto, era stata disposta la scarcerazione di Dilan Polat.
DALL'ATTO DI ACCUSA
Nell'atto di accusa preparato dalla Procura della Repubblica dell'Anatolia, si valuta che il denaro ottenuto illegalmente sia stato riciclato trasferendolo senza immetterlo nel sistema tramite il "metodo del cold wallet" e che l'organizzazione, grazie alla fama e alla notorietà raggiunte in breve tempo durante tali attività, abbia svolto anche alcune attività commerciali reali, cercando così di rendere più difficile il monitoraggio e il controllo, che rappresentano l'aspetto più evidente dei reati di riciclaggio.
Nell'atto di accusa, in cui si spiega che si è cercato di mascherare il denaro proveniente dalle scommesse illegali, provato dalle prove, e che sono state create più società per creare l'immagine che l'arricchimento derivasse da un commercio reale, si afferma che durante le attività di queste società sono state emesse e utilizzate fatture false relative a lavori e transazioni inesistenti e che sono stati tenuti registri segreti esterni oltre ai libri contabili obbligatori per legge.
Nell'atto di accusa si richiede inoltre la confisca di 31 società incluse nell'indagine e di tutti i beni immobili, veicoli e simili posseduti da tali società, con il passaggio della proprietà allo Stato.
Nell'atto di accusa, in cui si richiede per Dilan ed Engin Polat una pena complessiva da 20 a 40 anni di reclusione per i reati di "costituzione e direzione di un'organizzazione a delinquere", "riciclaggio di valori patrimoniali derivanti da reato" e "violazione della legge sulla regolamentazione delle scommesse e dei giochi d'azzardo nelle competizioni calcistiche e sportive", si richiede la reclusione anche per gli altri imputati per vari reati.
Fonte della notizia: AA
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