Dietro le quinte si muove qualcosa: emerge il piano dell'AKP per la ricandidatura di Erdoğan
Nonostante il presidente Erdoğan abbia dichiarato che "eserciterà il suo mandato di 5 anni", le dichiarazioni dell'esponente dell'AKP Şamil Tayyar, secondo cui "un referendum sulla nuova costituzione potrebbe tenersi nell'autunno del 2026", hanno riacceso il dibattito politico sulle elezioni anticipate.
Mentre l'opposizione chiede frequentemente elezioni anticipate, il fronte governativo chiude le porte a tali appelli. Recentemente, il presidente dell'AKP e capo dello Stato Recep Tayyip Erdoğan aveva affermato che avrebbe esercitato il suo mandato di 5 anni. Tuttavia, le dichiarazioni dell'ex deputato dell'AKP Şamil Tayyar, secondo cui "nell'autunno del 2026 si potrebbe tenere un referendum sulla nuova costituzione, il che aprirebbe la strada a elezioni anticipate nell'autunno del 2027", hanno nuovamente animato i corridoi di Ankara.
LA CANDIDATURA DI ERDOĞAN È LEGATA ALLA MODIFICA COSTITUZIONALE
La disposizione dell'articolo 101 dell'attuale Costituzione, secondo cui "una persona può essere eletta presidente al massimo due volte", impedisce a Erdoğan di candidarsi nuovamente nelle condizioni attuali. Tuttavia, in caso di un possibile referendum per modificare l'articolo o di una decisione di indire elezioni anticipate, la strada per una nuova candidatura di Erdoğan potrebbe aprirsi.
IL RISULTATO DEL REFERENDUM POTREBBE DETERMINARE IL CALENDARIO ELETTORALE
Secondo le indiscrezioni riportate da Cumhuriyet, all'interno dell'AKP si ritiene che "il successo del processo per la nuova costituzione" avrà un impatto diretto sul calendario elettorale. Gli esponenti del partito sostengono che, in caso di un forte "sì" al referendum, il governo riacquisterebbe la superiorità morale e che, con questo slancio, l'ipotesi di elezioni anticipate potrebbe tornare all'ordine del giorno.
"ASPETTARE FINO AL 2028 CREEREBBE STANCHEZZA"
Alcuni esponenti all'interno del partito sostengono che rimandare le elezioni al 2028 creerebbe "stanchezza". Secondo questa visione, con "il riequilibrio dei parametri economici e lo slancio generato dalla modifica costituzionale", andare a elezioni anticipate nel 2027 potrebbe rappresentare una mossa strategica per il partito.
DIETRO LE QUINTE SI DICE: "LE URNE NEL 2027 NON SAREBBERO UNA SORPRESA"
Secondo le informazioni provenienti dai corridoi dell'AKP, il pensiero dominante nel partito si riassume così: "Se nel 2026 si terrà un referendum, nel 2027 le urne non sarebbero una sorpresa". Questa valutazione indica che uno dei temi più caldi della politica nel prossimo periodo sarà incentrato sull'asse "elezioni anticipate e nuova costituzione".
Fonte della notizia: 12punto
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