Dichiarazione di Feti Yıldız dell'MHP sulla scarcerazione di Selahattin Demirtaş: "Bisogna fare alcune cose"
Il vicepresidente del Partito del Movimento Nazionalista (MHP) e deputato di Istanbul, Feti Yıldız, ha rilasciato una dichiarazione significativa in merito alle aspettative di scarcerazione di Selahattin Demirtaş, ex co-presidente dell'HDP, attualmente detenuto nel carcere di Edirne.
Yıldız, in una dichiarazione rilasciata a CNN Türk in merito alla questione, ha affermato: "Non conosco il caso. Ciò che so è che esistono le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo riguardano direttamente la nostra Costituzione. L'articolo 90 della nostra Costituzione afferma che 'è obbligatorio rispettare gli accordi internazionali debitamente ratificati'. Pertanto, finché l'articolo 90 della Costituzione rimane in vigore, penso che certamente bisogna fare alcune cose".
Alla domanda "Ci sarà un'amnistia generale?", Yıldız ha risposto con le seguenti parole:
"In Turchia non ci sono le condizioni per un'amnistia generale. Non ci sarà un'amnistia generale. Tuttavia, c'è bisogno di una regolamentazione riguardante la riduzione delle pene, la disciplina dell'esecuzione penale e l'uguaglianza. Lo abbiamo già detto in passato. In Turchia non ci sono le condizioni per un'amnistia generale. Non ci sarà un'amnistia generale. Tuttavia, c'è bisogno di una regolamentazione riguardante la riduzione delle pene, la disciplina dell'esecuzione penale e l'uguaglianza. In questo periodo è necessario compiere passi concreti".
L'AVVOCATO DI DEMİRTAŞ, KARAMAN: SARÀ SIGNIFICATIVO
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) aveva emesso una sentenza di violazione in merito al ricorso presentato per Selahattin Demirtaş, detenuto dal 2016, dichiarando che era stato "arrestato per scopi politici".
Anche l'avvocato di Selahattin Demirtaş, Mahsuni Karaman, in una dichiarazione rilasciata ieri, ha sottolineato l'ultima sentenza di violazione dei diritti emessa dalla CEDU, indicando l'8 ottobre 2025 come data critica.
Affermando che "la Corte d'Appello dovrebbe esaminare immediatamente il fascicolo e scarcerare il signor Demirtaş e i suoi compagni, in prima istanza, come richiesto dalla legge", Karaman ha lanciato un appello per la scarcerazione di Demirtaş, aggiungendo quanto segue:
D'altra parte, la scarcerazione dei detenuti del caso Kobane è necessaria e persino obbligatoria come requisito per la credibilità del processo di risoluzione, che viene condotto con grande intensità e seguito con cautela.
Tanto che, proprio come l'MHP non ha fatto ricorso in appello nel caso Kobane, sarebbe significativo che anche il governo non facesse ricorso contro la sentenza della CEDU, il cui termine per l'opposizione scade l'8 ottobre 2025. D'altronde, è già stabilito dalla precedente sentenza della Grande Camera della CEDU che ricorsi simili non troverebbero accoglimento presso la Corte.
È necessario notare che nutriamo una forte aspettativa che la Corte d'Appello prenda in esame il fascicolo Kobane con urgenza e decida per la scarcerazione del signor Demirtaş e dei suoi compagni, sia come requisito del diritto locale e internazionale, sia per consolidare la credibilità del processo di pace e fratellanza".
Fonte della notizia: 12punto
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