Dichiarazione del consulente di Yerlikaya accusato di 'fuga di notizie': 'Non perdono nessuno'
Ergün Yolcu, consulente di Ali Yerlikaya, ha respinto le accuse di aver "divulgato informazioni" definendole infondate. Yolcu ha inoltre dichiarato che intende ricorrere alle vie legali in merito alla vicenda.
Ergün Yolcu, consulente dell'ex Ministro dell'Interno Ali Yerlikaya, ha rilasciato una dichiarazione sul suo account social in merito alle accuse di aver "divulgato informazioni dal ministero".
Yolcu, che ha lasciato l'incarico di consulente dopo la rimozione di Yerlikaya, ha sostenuto di essere stato preso di mira dall'opinione pubblica e da "alcuni ambienti politici".
Yolcu ha affermato di essere stato oggetto di accuse, in particolare quella di "aver passato informazioni ai giornalisti di Ankara", dichiarando che tali affermazioni "non si basano su prove concrete".
Condividendo anche un versetto del Corano, Ergün Yolcu ha dichiarato che eserciterà tutti i suoi diritti legali contro coloro che hanno sollevato tali accuse.

Ecco le dichiarazioni di Yolcu:
"Da 32 anni lavoro con lealtà verso il mio Stato, con onore, senza guardare all'orario, giorno e notte.
Durante il mio mandato presso il Ministero dell'Interno, sotto la visione e la guida del nostro Presidente, il signor Recep Tayyip Erdoğan, mi sono impegnato a comunicare nel modo più efficace e corretto all'opinione pubblica i servizi resi al nostro Paese dal nostro Ministro dell'Interno, il signor Ali Yerlikaya, e dal Ministero dell'Interno.
Come professore di comunicazione e consulente per la comunicazione, ho lavorato basandomi su un giornalismo di principio. Tuttavia, purtroppo, alcuni ambienti, sperando in una logica da troll che si nutre di ambiguità, disinformazione e pettegolezzi, lanciano calunnie.
Nelle notizie in questione, che hanno carattere diffamatorio, non c'è una fonte, né un documento, né una singola prova concreta... Tutte queste accuse sono una vile calunnia. Sono interamente una menzogna spregevole, un'invenzione e sono prive di fondamento.
Grazie a Dio, come persona che conosce le procedure e i principi del lavoro statale, non ho alcun conto in sospeso né ho svolto alcuna attività contraria alla legge.
Coloro che lanciano queste calunnie, senza basarsi su alcun documento o informazione, violano i diritti altrui durante il sacro mese di Ramadan.
Vorrei ricordare in particolare di non dare credito a questo volto sporco di Internet e dei social media che opera con una logica da troll; la condivisione di informazioni la cui fonte non è chiara e trasparente serve solo ad alimentare la disinformazione prodotta da ambienti torbidi.
Utilizzerò fino in fondo tutti i miei diritti legali riguardo a questo tentativo di diffamazione e assassinio della reputazione che mira alla serietà dello Stato, alla reputazione delle nostre istituzioni e al mio onore personale.
Nessuno può lanciare calunnie e nascondersi dietro l'ombra."
"Mi rifugio nel bene che si cela dietro ciò che appare come un male, nella giustizia di Dio.
A coloro che calunniano e a chi ne è complice, a coloro che cercano di avvelenare questo mese sacro per la mia famiglia, non concedo il mio perdono.
-Coloro che hanno inventato questa grave calunnia sono senza dubbio un gruppo tra voi. Non pensate che sia un male per voi, al contrario, è un bene per voi. A ciascuno di loro spetta il castigo per il peccato che ha commesso. E per colui che tra loro si è fatto carico della parte maggiore di questo peccato (facendone da capo), vi è un castigo immenso. Sura An-Nur (24), versetto 11"
Fonte della notizia: 12punto
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