Dichiarazione degli avvocati di Murat Çalık dopo la decisione di rigetto della Corte Costituzionale
Dopo la decisione della Corte Costituzionale di respingere la richiesta di scarcerazione presentata per il sindaco di Beylikdüzü, Mehmet Murat Çalık, i suoi avvocati hanno rilasciato una dichiarazione scritta. Nella nota si legge: "La nostra ricerca di giustizia presso la Corte Costituzionale e le altre autorità giudiziarie continuerà".
Gli avvocati di Mehmet Murat Çalık, sindaco di Beylikdüzü arrestato nell'ambito dell'inchiesta condotta sul Comune metropolitano di Istanbul, hanno rilasciato una dichiarazione in merito al rigetto da parte della Corte Costituzionale della richiesta di scarcerazione presentata per motivi di salute.
Nella dichiarazione scritta, firmata dagli avvocati di Çalık, Fatih Selami Mahmutoğlu, Cihan Ünal e Zeynep S. Mahmutoğlu, è stato sottolineato che il loro assistito sta riscontrando problemi di salute a causa delle condizioni carcerarie.
Nella dichiarazione sono state incluse le seguenti espressioni:
"I problemi di salute del nostro assistito persistono nelle condizioni carcerarie. Contro la misura cautelare sproporzionata e di natura temporanea applicata al nostro assistito, nei cui confronti non è stato ancora redatto nemmeno un atto d'accusa, la nostra ricerca di giustizia presso la Corte Costituzionale e le altre autorità giudiziarie continuerà".
Nel testo integrale condiviso con l'opinione pubblica dagli avvocati di Çalık, richiamando l'attenzione sul ricorso individuale presentato alla Corte Costituzionale il 26 agosto 2025, sono state espresse le seguenti opinioni:
- Il proseguimento della detenzione costituisce un grave rischio per il diritto alla vita e la libertà personale di Çalık,
- La permanenza in carcere è pericolosa per la sua salute,
- Nonostante il rigetto della richiesta da parte della Corte Costituzionale, lo stato di salute del detenuto deve essere monitorato da vicino,
- Nei rapporti preparati dall'Ospedale di Formazione e Ricerca Atatürk di Smirne è stato segnalato in particolare il "rischio di recidiva",
- Il parere dell'Istituto di Medicina Legale non ha invece tenuto conto di tale rischio.
Nel prosieguo della dichiarazione, è stato affermato che non si concorda con la motivazione della corte secondo cui "nel modulo di ricorso non vi sarebbe alcuna affermazione concreta riguardante le condizioni di detenzione", e sono state utilizzate le seguenti espressioni:
“Il rischio che possa portare alla ricomparsa della malattia oncologica deriva proprio dalla permanenza nell'istituto penitenziario. Lo Stato ha l'obbligo di proteggere il diritto alla vita e alla salute di ogni individuo sotto la sua custodia. Per questo motivo, l'unica misura reale ed efficace è la scarcerazione del nostro assistito.”
Infine, è stato ribadito che i problemi di salute di Çalık persistono nelle condizioni carcerarie e che la misura cautelare della detenzione è sproporzionata, dato che non è stato ancora preparato nemmeno un atto d'accusa, sottolineando che la battaglia legale proseguirà.
Fonte della notizia: 12punto
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