Dettaglio importante sull'elezione del presidente del CHP: incluso nella bozza dello statuto
Il CHP ha presentato ai parlamentari la bozza dello statuto su cui si lavorerà durante la riunione dell'Assemblea di Partito (PM) che si terrà lunedì 2 settembre. Un dettaglio riguardante il presidente del partito nella bozza ha attirato l'attenzione.
Il CHP ha sottoposto al parere dei parlamentari la bozza di testo creata per modificare lo statuto del partito, approvato durante il 19° congresso ordinario. Secondo quanto previsto, il presidente in carica non potrà essere proposto come candidato, ma potrà candidarsi se lo richiederà.
Proseguono i preparativi per il 20° congresso straordinario. Prima del congresso, la bozza dello statuto su cui si lavorerà è stata presentata ai parlamentari.
Secondo la proposta, per poter esercitare il diritto di voto e di eleggibilità, ai membri del partito sarà richiesto di essere iscritti da almeno un anno.
Sarà richiesto un voto di fiducia per l'elezione dei vicepresidenti e del segretario generale, mentre per la carica di vicepresidente del partito sarà introdotto un protocollo. I presidenti e i vicepresidenti della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) faranno parte anche del Comitato Esecutivo Centrale (MYK) del CHP. Il presidente del partito non potrà determinare autonomamente i membri del Comitato Etico del Partito.
Nelle località con una popolazione superiore a 20 mila abitanti, i parlamentari, i membri dei consigli comunali e provinciali, i dipendenti dei comuni amministrati dal partito e i dipendenti comunali non potranno candidarsi come delegati distrettuali. Nelle elezioni parlamentari, una persona potrà essere eletta per un massimo di 3 mandati consecutivi. L'agenda dei consigli consultivi sarà determinata dal MYK. Secondo la proposta, il presidente in carica non potrà essere proposto come candidato, ma potrà candidarsi se lo richiederà.
NUOVE CONDIZIONI PER IL DIRITTO DI VOTO E DI ELEGGIBILITÀ
Secondo la bozza, i membri potranno partecipare anche alle riunioni di partito. È stata ampliata la definizione dell'articolo approvato al 19° congresso straordinario, che recita: “Esercitano liberamente il diritto di voto e di eleggibilità nelle elezioni interne al partito”.
Secondo la proposta, per poter esercitare il diritto di voto, i membri del partito dovranno soddisfare le seguenti condizioni: “aver completato un (1) anno di iscrizione e aver adempiuto ad almeno due dei seguenti obblighi: pagamento regolare delle quote associative, partecipazione alla formazione, partecipazione alle riunioni di partito, richiesta di incarichi o svolgimento di compiti assegnati nelle elezioni e nei referendum a cui partecipa il partito, partecipazione alle consultazioni e alle votazioni aperte tramite la Partecipazione Democratica Digitale, partecipazione alle attività del partito sui canali digitali o loro diffusione”.
IL PRESIDENTE IN CARICA NON POTRÀ ESSERE PROPOSTO COME CANDIDATO
Nella bozza, il requisito necessario per candidarsi alla presidenza del partito, che nello statuto attuale prevede la proposta scritta di almeno il cinque percento (5%) del numero totale dei membri, è stato limitato a un minimo del cinque percento e un massimo del dieci percento (10%). Di conseguenza, il presidente in carica potrà candidarsi se lo richiede, ma non potrà essere proposto come candidato.
REGOLA DEI TRE MANDATI
Nelle elezioni parlamentari, una persona potrà essere eletta per un massimo di 3 mandati consecutivi. Questa regola non si applicherà ai parlamentari i cui mandati non superano i 3 anni. Nelle elezioni locali, una persona potrà essere eletta sindaco, membro del consiglio comunale o provinciale per un massimo di tre mandati consecutivi tramite il metodo della selezione centrale. Si propone inoltre di aumentare gradualmente la quota di genere, fissata al 33% nello statuto attuale, prima al 40% e successivamente al 50%.
Fonte della notizia: 12punto
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