Denuncia del Laiklik Meclisi contro il consigliere capo del Presidente Oktay Saral: ecco le accuse rivolte a Saral
Numerose sono state le reazioni ai tre sermoni del venerdì letti nelle moschee, e il consigliere capo del Presidente Oktay Saral aveva criticato duramente coloro che avevano espresso dissenso attraverso un post. Il Laiklik Meclisi ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Ankara in merito a queste dichiarazioni di Saral.
Negli ultimi tre sermoni pubblicati dalla Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet) sono state utilizzate espressioni che hanno suscitato reazioni in merito alla libertà di abbigliamento delle donne, ai diritti di successione e alla cultura delle vacanze.
Nel sermone del venerdì letto nelle moschee il 1° agosto dal Diyanet, intitolato "Il pudore: un comando di Dio, una necessità della natura", è stata presa di mira la libertà di abbigliamento delle donne affermando: "Indossare abiti corti e trasparenti, ovunque e per qualsiasi scopo, è una violazione del comando di Dio sul coprirsi, è peccato (haram)".
Nel sermone del venerdì dell'8 agosto, intitolato "Una vacanza benedetta dal legame di parentela", si è affrontato il tema delle vacanze, sostenendo che oggi le attività ricreative siano diventate un modo per opporsi ai comandamenti di Dio e che sarebbe più corretto visitare i parenti, a partire dai genitori, durante le vacanze.
IL DIRITTO CIVILE DI EREDITÀ DELLE DONNE MESSO NEL MIRINO
Nel sermone del venerdì del 14 agosto, intitolato "Il diritto altrui è una camicia di fuoco", letto nelle moschee dal Diyanet, è stato dichiarato: "Modificare la misura dell'eredità stabilita dal nostro Signore Supremo senza reciproco consenso è contrario alla giustizia divina. Pertanto, privare le figlie dell'eredità, o il fatto che le figlie non si accontentino del diritto stabilito da Dio, costituisce una violazione dei diritti altrui".
Poiché è noto che, secondo l'interpretazione religiosa, il diritto di eredità delle donne è la metà di quello degli uomini, con questo sermone è stata presa di mira la concezione egualitaria dell'eredità.
Mentre i sermoni pubblicati dalla Presidenza degli Affari Religiosi hanno suscitato grandi polemiche, il consigliere capo del Presidente Oktay Saral aveva attaccato duramente tali reazioni attraverso una dichiarazione sui social media.
Il Laiklik Meclisi ha quindi presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Ankara contro Oktay Saral.
Ecco il testo della denuncia presentata tramite il sistema UYAP:
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ANKARA
DENUNCIANTE
:
INDIRIZZO :
INDAGATI : 1- Oktay Saral, Consigliere Capo del Presidente della Repubblica di Turchia, Ankara
2- Autori dei post e dei commenti che verranno identificati durante le indagini
REATI :Istigazione a delinquere (Art. 214 del Codice Penale n. 5237)
Apologia di reato e di reo (Art. 215 del Codice Penale n. 5237)
Istigazione all'odio e all'ostilità pubblica o vilipendio (Art. 216 del Codice Penale n. 5237)
Istigazione a disobbedire alle leggi (Art. 217 del Codice Penale n. 5237)
Abuso d'ufficio (Art. 257 del Codice Penale n. 5237)
DATA DEL REATO :16.08.2025
DICHIARAZIONI
1. Con la legge n. 429, una delle tre leggi rivoluzionarie emanate il 3 marzo 1924, il Ministero della Sharia è stato abolito ed è stata istituita la Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet).
2. I funzionari della Presidenza degli Affari Religiosi, nell'adempimento dei loro doveri, sono tenuti ad agire in conformità con il principio di laicità sancito dall'articolo 2 della Costituzione, con l'articolo 24 relativo alla libertà di credo e di culto, e con l'articolo 136, che costituisce la base costituzionale dell'istituzione, senza contravvenire alla legge n. 633 emanata in osservanza di tali articoli.
3. Nel sermone del venerdì del 01/08/2025, la Presidenza degli Affari Religiosi ha trattato il tema dell'abbigliamento femminile, in quello dell'08/08/2025 il tema delle vacanze, e nel sermone del 15/08/2025, sotto il titolo "il diritto altrui è una camicia di fuoco", sono state rilasciate dichiarazioni riguardanti anche i diritti di successione delle donne. (ALLEGATO 01)
4. Nei suddetti sermoni del venerdì, l'approccio adottato è stato quello di interpretare e applicare la vita personale e sociale, e persino tutti i diritti e le libertà, secondo le regole della religione islamica, agendo di conseguenza in contrasto con l'ordine giuridico laico. Nel fare ciò, come sottolineato anche dagli esperti, le regole religiose non sono state interpretate in modo conforme alla realtà. (ALLEGATO 02)
5. I sermoni del venerdì del 01/08/2025, 08/08/2025 e 15/08/2025, di cui una parte è stata indicata sopra, esulano dalle norme sulla libertà di credo e di culto e sono in palese contrasto con il principio di laicità. Contengono elementi che minano la solidarietà e l'integrazione nazionale.
6. La Presidenza degli Affari Religiosi, in quanto istituzione rivoluzionaria, pur dovendo adempiere ai propri doveri in linea con il principio di laicità, è diventata un organo statale che mostra i comportamenti più contrari a tale principio, agendo quasi come un focolaio di antilaicità e violando la Costituzione più di chiunque altro.
7. La Presidenza degli Affari Religiosi ha portato le violazioni a un livello tale che, nel sermone del 15/08/2025, è stato persino possibile affermare, in contrasto con la laicità, il principio di uguaglianza e il Codice Civile turco, che le figlie femmine dovrebbero ricevere una quota ereditaria dimezzata (come previsto dalle norme sulla successione islamica). Tali testi, anche se pubblicati sotto il nome di "sermone del venerdì", costituiscono chiaramente un reato ai sensi del diritto penale.
8. L'indagato, che ricopre la carica di consigliere capo del Presidente, in data 16.08.2025, sul suo account social X:
“La nota mentalità sta attaccando e inveendo contro i sermoni del venerdì preparati dalla nostra Presidenza degli Affari Religiosi. Oh, sciocchi! La religione islamica non è una religione che potete piegare e torcere a vostro piacimento, imprimetelo bene nelle vostre teste dure! Mentre il Sacro Corano, guida alla retta via inviata dal nostro Signore, ha rivelato le verità in modo chiaro con ogni suo versetto, voi chiudete le orecchie, chiudete gli occhi e vivete la vostra oscurità nell'errore. I decreti di Allah rimarranno validi fino al giorno del giudizio; né voi né le vostre ambizioni impure potrete oscurare questa verità!” (ALL.03), ha pubblicato un post che riguardava in particolare i tre sermoni del venerdì all'ordine del giorno.
9. Nel post pubblicato, sono stati superati i limiti della libertà di espressione, coloro che difendono la laicità sono stati sminuiti e umiliati rivolgendosi a loro come "sciocchi", il popolo è stato apertamente incitato all'odio e all'ostilità, e la validità dei precetti della Sharia è stata difesa in modo indiscutibile.
10. Riguardo ai primi tre sermoni del venerdì del mese di agosto, che sono stati oggetto persino di denunce, l'indagato, che detiene anche il titolo di consigliere capo del Presidente, si è spinto oltre, non astenendosi dal dire "la Sharia fino al giorno del giudizio".
11. Persino Bülent Arınç, membro del partito al governo, in data 17.08.2025 sul suo account social X, nel tentativo di affermare che questi tre sermoni del venerdì non fossero in conflitto con la legge per quanto riguarda il Presidente degli Affari Religiosi, ha dichiarato: "Se avesse detto 'questo sistema dovrebbe essere abbandonato e il sistema che ho descritto dovrebbe essere obbligatorio per tutti', questa sarebbe stata un'azione contraria alla laicità". L'indagato, dicendo "la Sharia fino al giorno del giudizio", è andato ben oltre le parole dello stesso Bülent Arınç. (ALL.04/ Paragrafo 3-ultima frase)
12. La dichiarazione rilasciata, che in data 17.08.2025 era stata vista da 384.000 persone solo sull'account X dell'indagato, è stata vista da 540.000 persone in brevissimo tempo, il 20.08.2025. Anche il numero di commenti, condivisioni e like è aumentato parallelamente.
13. La dichiarazione oggetto della denuncia, considerando il titolo e la funzione dell'indagato, il pubblico a cui si rivolge, il suo potere di influenzare tale pubblico e il contenuto, è una dichiarazione che non è compatibile con il pubblico ufficio, che viola la Costituzione e che costituisce reato, avendo anche la natura di creare un pericolo chiaro e imminente per l'ordine pubblico.
14. La dichiarazione dell'indagato configura i reati previsti dal Codice Penale Turco: istigazione a delinquere (Legge 5237 art. 214), elogio del reato e del reo (Legge 5237 art. 215), incitamento del pubblico all'odio e all'ostilità o umiliazione (Legge 5237 art. 216), istigazione a non rispettare le leggi (Legge 5237 art. 217), abuso d'ufficio (Legge 5237 art. 257).
15. È necessario redigere un atto d'accusa a causa dell'accusa concretamente presentata.
16. La stessa responsabilità sussiste anche per coloro che hanno condiviso e commentato positivamente la dichiarazione dell'indagato. È necessario identificare urgentemente le persone menzionate affinché le prove non vadano perdute.
CONCLUSIONE E RICHIESTA
Per le ragioni sopra esposte, si richiede e si auspica l'avvio di un'indagine preliminare e la redazione di un atto d'accusa nei confronti dei soggetti interessati.
Cordiali saluti. 20.08.2025
Fonte della notizia: 12punto
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