Decisione della Corte di Cassazione sul processo per la strage al Reina
La 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 40 ergastoli aggravati e 1368 anni di reclusione per Abdulkadir Masharipov, autore dell'attentato terroristico avvenuto la notte di Capodanno del 2017 nel locale notturno Reina di Ortaköy, in cui persero la vita 39 persone, oltre alle pene detentive a tempo determinato inflitte ad altri 31 imputati.
La 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione ha completato l'esame dei ricorsi presentati per 48 imputati nell'ambito del processo per la strage al Reina, conclusosi in primo grado il 7 settembre 2020 presso la 27ª Corte d'Assise di Istanbul.
Di conseguenza, è stata confermata la condanna per l'imputato Masharipov, membro dell'organizzazione terroristica ISIS e autore dell'attacco, a 40 ergastoli aggravati (1 per il reato di "violazione della Costituzione" e 39 per "omicidio volontario") e a 1368 anni di reclusione.
La Corte ha inoltre convalidato le sentenze di condanna a pene detentive variabili da 6 anni e 3 mesi a 12 anni per 30 imputati, accusati di "appartenenza a un'organizzazione terroristica armata", nonché la condanna di un altro imputato per "favoreggiamento di un'organizzazione terroristica armata".
SENTENZE DI ANNULLAMENTO
La 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione ha annullato la condanna a 20 anni per "concorso in violazione della Costituzione" e a 1432 anni per "concorso in omicidio premeditato" di 39 persone e "concorso in tentato omicidio premeditato" di 79 persone, inflitta a İlyas Mamaşaripov, considerato dal tribunale locale come il "pianificatore dell'attacco terroristico". Nella decisione di annullamento, la Corte ha sottolineato che "non vi sono prove che l'imputato fosse a conoscenza dell'azione, né che abbia fornito assistenza per la sua esecuzione o per la fuga e l'occultamento dell'imputato Masharipov dopo l'attentato". La sentenza stabilisce che Mamaşaripov debba essere processato e condannato per il reato di "appartenenza a un'organizzazione terroristica armata".
È stata inoltre disposta l'annullamento delle sentenze per 11 imputati a piede libero, condannati in precedenza a pene detentive per "appartenenza a un'organizzazione terroristica armata", a causa della "mancanza di prove certe e convincenti sufficienti per una condanna", mentre per un altro imputato, condannato per lo stesso reato, l'annullamento è dovuto a un "eccesso nel calcolo della pena".
La Corte ha respinto le istanze di ricorso per altri 3 imputati, dichiarando le sentenze già definitive nelle fasi precedenti per due di essi e rilevando l'assenza di motivazioni nel ricorso del terzo.
COSA ERA SUCCESSO?
La notte di Capodanno del 2017, il locale notturno Reina, situato nel quartiere di Ortaköy a Beşiktaş, è stato teatro di un attacco perpetrato con un fucile automatico d'assalto Kalashnikov da Abdulkadir Masharipov, cittadino uzbeko con il nome in codice "Ebu Muhammed el Horasani", su istruzione dell'organizzazione terroristica ISIS.
Dopo aver aperto il fuoco contro le persone all'ingresso del locale, Masharipov è entrato all'interno uccidendo 39 persone, tra cui l'agente di polizia Burak Yıldız, 10 cittadini turchi e 29 cittadini stranieri provenienti da Arabia Saudita, Iraq, Giordania, Siria, Kuwait, India, Libano, Israele e Tunisia. Nell'attacco sono rimaste ferite altre 78 persone.
Sfruttando il caos scatenatosi dopo l'evento, Masharipov è riuscito a fuggire a bordo di un taxi.
In seguito alla sanguinosa incursione, la Procura della Repubblica di Istanbul ha avviato un'indagine. Nel corso delle attività investigative, condotte da una squadra speciale della Sezione Antiterrorismo della Polizia di Istanbul insieme a 2.000 agenti e in collaborazione con il MIT (Servizi di Intelligence), sono stati effettuati blitz in 152 indirizzi utilizzati come rifugi dai terroristi, definiti dall'ISIS come "madafa".
Masharipov è stato catturato il 16 gennaio 2017 durante un'operazione in un'abitazione a Esenyurt. Dalle indagini è emerso che l'attentatore, che in un video registrato il 27 dicembre aveva annunciato l'intenzione di compiere un attentato suicida, è stato arrestato l'11 febbraio 2017.
È stato accertato che Masharipov, seguendo le istruzioni ricevute, si era recato a Piazza Taksim per effettuare riprese a scopo di ricognizione, ma era stato poi indirizzato verso il Reina dopo che la polizia aveva chiuso al traffico le strade che portavano alla piazza la notte di Capodanno.
Durante l'interrogatorio, il terrorista Masharipov ha ammesso di essere un membro dell'ISIS, dichiarando di aver voluto morire per non essere catturato e chiedendo la condanna a morte.
Al termine del processo, il tribunale locale aveva condannato Masharipov a 40 ergastoli aggravati e 1368 anni di reclusione, infliggendo pene detentive ad altri imputati, mentre 11 persone erano state assolte da tutte le accuse. Le assoluzioni per questi 11 imputati erano già divenute definitive nelle fasi precedenti.
Fonte della notizia: AA
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