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Fissata la data del processo per la coppia Dilan ed Engin Polat

La prima udienza del processo a carico di 28 imputati, tra cui Dilan e suo marito Engin Polat, per i quali è stata richiesta una condanna da 20 a 40 anni di reclusione per tre distinti reati, si terrà il 4 settembre.

Fissata la data del processo per la coppia Dilan ed Engin Polat

Dilan Polat ed Engin Polat, coppia costantemente al centro dell'attenzione per il loro stile di vita lussuoso e per i dubbi sull'origine dei loro guadagni, sono stati arrestati e incarcerati con le accuse di riciclaggio di denaro, evasione fiscale e costituzione di un'organizzazione a delinquere.

È stata resa nota la data in cui la coppia Polat, il cui iter giudiziario è in corso, comparirà davanti al giudice.

PRIMA UDIENZA IL 4 SETTEMBRE

Dopo che il 2° Tribunale Penale di Primo Grado di Anadolu ha accettato l'atto d'accusa di 75 pagine redatto dall'Ufficio investigativo per i reati di terrorismo e criminalità organizzata della Procura della Repubblica di Anadolu contro 28 imputati, è stato predisposto il decreto di citazione a giudizio.

Il tribunale ha deciso che la prima udienza del processo si terrà il 4 settembre. Le udienze proseguiranno il 5 e il 6 settembre.

COSA ERA SUCCESSO?

Nelle operazioni condotte a partire dal 1° novembre 2023 in 6 province con base a Istanbul, erano stati fermati 24 sospettati, tra cui Dilan Polat e suo marito Engin Polat.

Nell'ambito dell'indagine, il Consiglio di investigazione sui crimini finanziari (MASAK) aveva preparato un rapporto preliminare sui sospettati, inclusa la coppia Polat, i cui materiali digitali e registri contabili erano stati sequestrati durante le perquisizioni nelle loro aziende. Nel rapporto era emerso un afflusso di 200 milioni di lire attraverso il metodo dell'emissione di fatture false per presunte transazioni commerciali tra tre aziende in fase di liquidazione e le società appartenenti ai membri della famiglia.

Dopo aver accertato che il denaro veniva trasferito tra le società dei familiari e infine convogliato nella Milda Gayrimenkul, azienda di proprietà di Engin Polat, per l'acquisto di immobili e numerosi veicoli, le squadre della Direzione della lotta contro i crimini finanziari di Istanbul hanno identificato i sospettati e condotto operazioni simultanee in 43 indirizzi a Istanbul, Ankara, Yalova, Ordu, Kırklareli e Manisa.

Proseguendo le indagini, le squadre hanno scoperto che una società medica appartenente a Dilan ed Engin Polat aveva concesso i diritti del nome a un'altra azienda ad Ankara e che 1 milione e 800 mila lire presenti sul conto di quest'ultima stavano per essere trasferiti sui conti personali dei soci.

Sedici dei sospettati, tra cui Dilan Polat, Engin Polat e Sıla Doğu, erano stati arrestati. Il tribunale aveva disposto l'amministrazione giudiziaria per 27 società.

Il 14 giugno, durante la revisione mensile della detenzione, il Giudice di Pace ha disposto la scarcerazione con obbligo di firma per Can e Sinem Sıla Doğu (fratelli di Dilan Polat), Can Polat, Gökay Bekar, Halit Polat, Harun Abak, Metin Yılmaz, Mustafa Özalp, Nilgün Yılmaz, Uğurcan Ayyıldız e Zekai Tepe, confermando invece la detenzione per gli altri 5 sospettati.

RICHIESTA UNA PENA FINO A 40 ANNI

Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Anadolu al termine delle indagini, si afferma che il denaro ottenuto illegalmente veniva riciclato trasferendolo senza immetterlo nel sistema tramite il metodo del "cold wallet". Si valuta inoltre che, durante tali attività, l'organizzazione abbia svolto anche alcune attività commerciali reali grazie alla fama e alla notorietà raggiunte in breve tempo, cercando così di rendere più difficile il monitoraggio e il controllo, aspetto più evidente dei reati di riciclaggio.

Nell'atto d'accusa, in cui si spiega che si è cercato di mascherare il denaro proveniente dalle scommesse illegali, provato dalle prove raccolte, e che sono state create più società per creare l'immagine che l'arricchimento derivasse da un commercio reale, si afferma che durante le attività di queste società sono state emesse e utilizzate fatture false per operazioni inesistenti e che sono stati tenuti registri segreti esterni oltre ai libri contabili obbligatori per legge.

L'atto d'accusa richiede inoltre la confisca e il passaggio al patrimonio pubblico di tutte le 31 società coinvolte nell'indagine e di tutti i beni immobili, veicoli e simili posseduti da tali aziende.

Nell'atto d'accusa, in cui si richiede per Dilan ed Engin Polat una condanna da 20 a 40 anni di reclusione ciascuno per i reati di "costituzione e direzione di un'organizzazione a delinquere", "riciclaggio di beni derivanti da reato" e "violazione della legge sull'organizzazione di scommesse e giochi d'azzardo in occasione di competizioni calcistiche e sportive", si prevede che anche gli altri sospettati vengano condannati a pene detentive variabili in base ai diversi reati.

L'atto d'accusa, approvato dalla Procura, era stato inizialmente restituito dal 2° Tribunale Penale di Primo Grado di Anadolu, al quale era stato inviato, con la motivazione che il tribunale competente per il giudizio fosse la Corte d'Assise.

L'opposizione presentata dalla Procura della Repubblica di Istanbul Anadolu, sottolineando che "il tribunale competente può essere determinato in base alla pena base e che l'articolo sull'aumento della pena non è fondamentale per determinare la competenza del tribunale", era stata accolta dal 2° Tribunale Penale di Primo Grado di Anadolu.

 

 


Fonte della notizia: AA

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