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Condanna al carcere per l'imputata che ha preso a calci un gatto lanciandolo dal quarto piano

L'imputata Elanur Pilici, accusata di aver preso a calci e lanciato dal quarto piano una gatta di nome "Şirine" a Küçükçekmece, causandone il ferimento, è stata condannata a 1 anno e 6 mesi di reclusione.

Condanna al carcere per l'imputata che ha preso a calci un gatto lanciandolo dal quarto piano

All'udienza presso il 23° Tribunale Penale di Primo Grado di Küçükçekmece hanno partecipato la proprietaria del gatto, la querelante Fatma Aydın, l'imputata Elanur Pilici, gli avvocati delle parti e i legali del Centro per i Diritti degli Animali dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul.

Nella sua difesa durante l'udienza, l'imputata Elanur Pilici ha sostenuto di aver solo dato un calcio al gatto, negando di averlo lanciato dalla finestra e affermando che l'animale sarebbe caduto da solo.

Affermando di nutrire i cani che si trovano sul lato dell'appartamento, l'imputata Pilici ha dichiarato: "Amo gli animali più di loro. Continuerò ad amarli. All'epoca dei fatti avevo problemi psicologici. Mi dispiace per quello che ho fatto. È la prima volta nella mia vita che colpisco un animale".

Nel pronunciare la sentenza, il tribunale ha condannato l'imputata a 1 anno e 6 mesi di reclusione per il reato di "tentato uccisione di un animale domestico o da compagnia", senza applicare alcuna riduzione della pena.

Dopo la lettura della sentenza, un'animalista è svenuta davanti all'aula del tribunale.

DALL'ATTO DI ACCUSA

Nell'atto di accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Küçükçekmece, si afferma che l'indagine è stata avviata in seguito alla denuncia della querelante Fatma Aydın, la quale sosteneva che la sua gatta di nome "Şirine" fosse stata presa a calci e lanciata dalla finestra del quarto piano dall'imputata Elanur Pilici il 15 agosto 2023.

Nell'atto di accusa, in cui è riportata la deposizione dell'imputata Pilici, quest'ultima sostiene di essersi arrabbiata con il gatto ma nega di averlo preso a calci o lanciato dalla finestra; la testimone İlayda Argun ha invece raccontato che il giorno dell'incidente Fatma Aydın, ospite a casa sua, era arrivata insieme alla sua gatta Şirine e che, dopo la partenza di Aydın, il gatto era rimasto con loro.

Raccontando che, mentre il gatto era con loro, questo era passato dal balcone a quello dell'abitazione dell'imputata rovesciando dei vasi, Argun ha testimoniato: "Al mattino, quando l'imputata ha bussato alla nostra porta urlando, abbiamo scoperto che il gatto aveva rovesciato i vasi. Mentre parlavamo, il gatto si è diretto verso l'appartamento di Aydın, la sua casa. Quando l'imputata ha notato il gatto, ha iniziato a prenderlo a calci a terra. Sono corsa a fermarla, nel frattempo il gatto si è nascosto nell'intercapedine. L'imputata si è liberata di me, ha afferrato il gatto che stava inseguendo e lo ha lanciato dal quarto piano".

La testimone Argun ha precisato che, dopo l'accaduto, hanno portato il gatto dal veterinario e che l'animale ha subito un'emorragia interna a causa della caduta dall'alto.

Nell'atto di accusa, in cui si rileva che l'imputata ha commesso i reati contestati sulla base della testimonianza e della perizia tecnica, è stata richiesta per Pilici una condanna da 6 mesi a 3 anni di reclusione per il reato di "tortura o trattamento crudele e spietato verso un animale domestico o da compagnia".

Nelle immagini delle telecamere di sicurezza, per le quali è stata preparata una perizia tecnica relativa ai momenti dell'incidente, si vede l'imputata suonare il campanello di un appartamento e colpire con un calcio il gatto che usciva dall'interno nel momento in cui la porta veniva aperta.


Fonte della notizia: AA

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