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Coinvolto nel caso Ayhan Bora Kaplan: giustiziato davanti a casa

Ad Ankara si è verificato un omicidio collegato al caso di Ayhan Bora Kaplan, sotto processo con l'accusa di essere il leader di un'organizzazione criminale. İbrahim Ulucan, braccio destro di Ozan Can Yıldız – proprietario della società Ayyıldız Tünel Ekipmanları, finita al centro dell'attenzione per i prestiti ottenuti dalla Halkbank e per il presunto riciclaggio di denaro di Kaplan – è stato ucciso in un agguato armato davanti alla sua abitazione. È emerso che l'omicidio è stato compiuto da un cittadino iraniano e sono in corso indagini per verificare eventuali legami con l'organizzazione criminale. Si segnala inoltre che i latitanti Doğan Kaan Yıldız e Nezihi Ataç sono ricercati nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio.

Coinvolto nel caso Ayhan Bora Kaplan: giustiziato davanti a casa

Il nome della società Ayyıldız Tünel Ekipmanları, una delle aziende sequestrate nell'ambito del processo ad Ayhan Bora Kaplan, è finito nuovamente al centro della cronaca, questa volta per un omicidio. İbrahim Ulucan, noto come il braccio destro di Ozan Can Yıldız, socio al 50% della Ayyıldız e imputato detenuto nel processo per "riciclaggio di denaro" che vede coinvolte 38 persone tra cui lo stesso Kaplan, è stato vittima di un agguato armato la sera di venerdì 9 agosto davanti alla sua abitazione. Colpito da 5 proiettili, Ulucan è deceduto sul posto. 

Secondo quanto riportato da Asuman Aranca di T24, l'autore dell'omicidio sarebbe di nazionalità iraniana; inoltre, è stato registrato che Doğan Kaan Yıldız, latitante nello stesso processo, e Nezihi Ataç, indicato come suo stretto collaboratore, sono ricercati nell'ambito delle indagini sull'omicidio. Si sta indagando per capire se dietro il delitto vi sia l'organizzazione criminale.

'LEALE AL PUNTO DA ASSUMERSI LA COLPA'

D'altra parte, il latitante Doğan Kaan Yıldız figura tra gli imputati in entrambi i processi aperti contro Kaplan per associazione a delinquere e riciclaggio di denaro. In uno degli atti d'accusa, Yıldız viene descritto come "leale a Kaplan al punto da assumersi la colpa dei suoi reati". Secondo quanto emerso, Yıldız era il proprietario della società a cui era intestata l'auto targata "06 ABK 025" utilizzata da Kaplan. Quando Kaplan fu fermato a un posto di blocco con la stessa auto, si assunse la responsabilità della pistola Glock e della ingente somma di denaro trovate a bordo, dichiarando "sono mie". Yıldız è noto anche per essere stato il proprietario della fallita società Elmacı Marketler, coinvolta in una truffa ai danni di centinaia di persone insieme a Serdar Sertçelik, latitante nel fascicolo e rivelatosi poi un testimone segreto catturato in Ungheria. Sempre nell'atto d'accusa, si racconta che Yıldız, su istruzione di Kaplan, abbia sparato alle gambe di Mehmet Akif Çetin. Yıldız, fermato durante la prima operazione dell'inchiesta, era stato successivamente rilasciato. Tempo dopo, compreso il suo ruolo critico nel fascicolo, si era già reso irreperibile. Il nome di Yıldız, su cui pende un mandato di cattura, è tornato alla ribalta con l'omicidio di Ulucan.

COLPI D'ARMA DA FUOCO DURANTE IL BLITZ

D'altro canto, sono emerse ipotesi degne di nota anche sul contesto dell'omicidio di Ulucan. In uno degli eventi riportati nei fascicoli aggiuntivi del caso Kaplan, si afferma che Doğan Kaan Yıldız, dopo aver lasciato la società Ayyıldız, avrebbe preteso denaro dal fratello Ozan Can Yıldız, socio al 50% dell'azienda, nonostante non avesse crediti nei suoi confronti, arrivando una volta a fare irruzione in azienda con alcuni uomini. Secondo le informazioni contenute nel fascicolo, dopo aver inviato messaggi minatori, Doğan Kaan Yıldız si sarebbe recato in azienda con i suoi uomini; in quell'occasione, İbrahim Ulucan, presente in ufficio e indicato come braccio destro di Ozan Can Yıldız, avrebbe risposto al fuoco sparando in aria contro Doğan Kaan Yıldız e i suoi accompagnatori. Si precisa che Ulucan e gli altri presenti durante il blitz avevano sporto denuncia contro Doğan Kaan Yıldız e i suoi uomini, ma che la denuncia era stata ritirata poco tempo dopo l'episodio, avvenuto nel giugno 2022, a causa della vicinanza di Doğan Kaan Yıldız a Kaplan. Uno degli uomini che accompagnava Doğan Kaan Yıldız durante l'irruzione è Nezihi Ataç, attualmente ricercato per l'omicidio di Ulucan. 

ORGANIZZÒ L'OMICIDIO E POI REPERÌ IL SICARIO

Sebbene l'episodio in cui Ulucan rispose al fuoco sembri essere la fonte della ruggine tra lui e Doğan Kaan Yıldız, circolano anche altre ipotesi sull'omicidio. Secondo queste, dopo l'arresto di Kaplan e del socio della Ayyıldız, Ozan Can Yıldız, Ulucan sarebbe stato estromesso dall'azienda e, per questo motivo, avrebbe inviato messaggi a Ozan Can Yıldız minacciando di "parlare". Si ipotizza che, in seguito a questa minaccia, sia stata decisa l'eliminazione di Ulucan e che il latitante Doğan Kaan Yıldız, insieme al suo stretto collaboratore Ataç, abbia organizzato l'omicidio e ingaggiato il sicario. Nel frattempo, si è appreso che anche Ataç, tuttora ricercato, era tra i soggetti fermati e poi rilasciati nell'ambito dell'inchiesta Kaplan, e che l'indagine a suo carico è stata separata dal fascicolo principale e proseguita con un numero di registro diverso.



Fonte della notizia: 12punto

Ayhan Bora Kaplan Ozan Can Yıldız Ayyıldız Tünel Ekipmanları