Centro estetico di Banu Parlak colpito da colpi d'arma da fuoco: richiesta la pena per Dilan Polat ed Engin Polat!
Nell'ambito dell'indagine sull'attacco armato al centro estetico della cantante Banu Parlak, è stata richiesta una pena detentiva da 2 anni e 4 mesi fino a 8 anni per 8 sospettati, tra cui Engin Polat, Dilan Polat e Sezgin Polat, accusati di essere i mandanti, con le accuse di "minaccia armata in concorso con più persone" e "danneggiamento".
È emerso un nuovo sviluppo in un altro processo che vede coinvolti Dilan Polat ed Engin Polat, la coppia finita al centro dell'attenzione per il loro stile di vita lussuoso e arrestata in seguito a diverse indagini avviate dopo che la provenienza dei loro redditi era diventata oggetto di curiosità.
La Procura della Repubblica di Küçükçekmece ha completato l'indagine sull'attacco armato avvenuto il 1° ottobre, tra le 02.00 e le 04.30, contro il centro estetico di proprietà di Banu Parlak, situato nel Doğa Parkı della 1ª sezione di Bahçeşehir, da parte di sospettati a bordo di motociclette.
Per Dilan Polat, suo marito Engin Polat e Sezgin Polat è stata richiesta una pena detentiva fino a 8 anni ciascuno con l'accusa di essere i mandanti dell'attacco armato, per i reati di "minaccia armata in concorso con più persone" e "danneggiamento".
Secondo quanto riportato dal quotidiano Sabah dal giornalista Huzeyfe Atıcı, nell'atto d'accusa viene indicato che l'autore dell'attacco armato è la "Banda dei Dalton" (Daltonlar Çetesi), guidata da Barış Boyun, Beratcan Gökdemir e Batın Can Gökdemir.
LE ACCUSE CONTENUTE NELL'ATTO D'ACCUSA
Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Küçükçekmece è stato inserito il video in cui Dilan Polat minaccia Parlak.
Viene registrato che, poco dopo il video di minacce, su decisione congiunta di Sezgin, Engin e Dilan Polat, Engin Polat avrebbe utilizzato i suoi contatti in Georgia per mettersi in contatto con Beratcan e suo fratello Batın Can Gökdemir, latitanti e dirigenti dell'organizzazione criminale nota al pubblico come "Banda dei Dalton", per organizzare un attacco armato a scopo intimidatorio contro l'attività di Parlak.
È stato accertato che, in linea con le istruzioni ricevute, i sospettati hanno effettuato due distinti attacchi armati contro l'attività di Parlak durante la notte del 1° ottobre, causando danni materiali per circa 45 mila lire turche, con 5 fori di proiettile riscontrati sulla vetrina del locale e 5 bossoli calibro 9 mm rinvenuti sulla strada antistante.
"SPORGO DENUNCIA CONTRO LA FAMIGLIA POLAT PERCHÉ HANNO CERCATO DI FARMI UCCIDERE"
Nella denuncia presentata da Banu Parlak, inclusa nell'atto d'accusa, si legge: "Dilan Polat era una mia vecchia amica. Dopo che ho fondato un'azienda operante nello stesso settore, Dilan Polat ed Engin Polat hanno iniziato a nutrire ostilità nei miei confronti. I processi legali iniziati a causa di questa ostilità si sono conclusi. Tuttavia, a causa di alcune dichiarazioni recenti, emerse come confessioni e segnalazioni di pubblico dominio, ho capito che Engin e Dilan Polat hanno cercato di regolare i conti con me al di fuori dei confini legali e hanno voluto farmi uccidere. In un video apparso anche sulla stampa, un individuo di nome Halil İbrahim Kalkan ha dichiarato di aver subito un attacco armato da parte di una persona istigata da Engin, Dilan Polat e Gürsel Yılmaz, e che gli era stato chiesto di sparare a me e a Seyhan Soylu, ma che lui aveva rifiutato. Sporgo denuncia contro la famiglia Polat perché hanno cercato di farmi uccidere. Dopo il primo attacco armato al mio locale, ho pubblicato sul mio account social che mi stavo recando sul posto e ho saputo che hanno sparato di nuovo contro la mia attività. Ho pubblicato post in cui esprimevo preoccupazione per la mia incolumità.
Penso che sia stata Dilan stessa a diffondere le notizie relative alla dichiarazione. Il 30 settembre, intorno alle 21.30, Dilan Polat mi ha chiamato dicendo: 'Hanno preso mia sorella Sıla. Prenderanno anche Engin e me, guarda, non farlo, sei stata tu a diffondere quelle immagini'. Circa 5 ore dopo la conversazione, il mio locale è stato colpito da colpi d'arma da fuoco. Dilan mi riteneva responsabile dell'arresto di sua sorella Sıla. In uno dei suoi ultimi post, baciando del pane, ha detto: 'Non ti farò mangiare il pane'."
"L'OBIETTIVO NON ERA LEI"
Anche le dichiarazioni di Engin Polat, Dilan Polat e Sezgin Polat sono state riportate nell'atto d'accusa. Dilan Polat ha aggiunto di non accettare le accuse, sostenendo che nel video di minacce "l'obiettivo non era Banu Parlak".
EMESSO UN MANDATO DI CATTURA
Nell'atto d'accusa, per Barış Boyun, Beratcan e Batin Can Gökdemir è stata richiesta una pena detentiva complessiva che va da 8 anni e 4 mesi fino a 23 anni per i reati di "costituzione di organizzazione a delinquere finalizzata a commettere reati con armi", "minaccia armata in concorso con più persone", "danneggiamento" e "porto abusivo di armi". Per gli altri 5 imputati è stata richiesta la condanna a pene variabili per diversi reati.
Fonte della notizia: 12punto
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