Caso Narin Güran, emessa l'ordinanza interlocutoria: il padre Arif Güran parla dopo l'udienza
Mentre prosegue la detenzione dei sospettati nel primo processo per l'omicidio della piccola Narin Güran, 8 anni, a Diyarbakır, il padre Arif Güran ha rilasciato dichiarazioni importanti. Güran ha criticato l'atteggiamento del testimone chiave Nevzat Bahtiyar, affermando: "Nevzat sa tutto, ma non ricorda le altre domande".
A Diyarbakır, la prima udienza relativa alla morte della piccola Narin Güran, 8 anni, si è conclusa dopo tre giorni di interrogatori. L'accusa ha richiesto il mantenimento della custodia cautelare per la madre Yüksel Güran, il fratello Baran Güran, lo zio Salim Güran e il testimone chiave Nevzat Bahtiyar. Il tribunale, accogliendo la richiesta della procura, ha deciso per la prosecuzione della detenzione degli imputati.
LE DICHIARAZIONI DEL PADRE ARIF GÜRAN
Dopo la prima udienza, il padre di Narin, Arif Güran, ha rilasciato importanti dichiarazioni ai microfoni di A Haber.
Güran, nonostante le numerose interviste rilasciate, ha criticato l'atteggiamento di Nevzat Bahtiyar, sospettato dell'omicidio, dichiarando: “Quell'uomo, mentre l'80% dell'aula piangeva, non aveva nemmeno gli occhi lucidi, come un fantasma…”.
''NEVZAT BAHTİYAR SA TUTTO''
Il padre Arif Güran ha richiamato l'attenzione sulle contraddizioni nelle deposizioni di Nevzat Bahtiyar. Sottolineando che Bahtiyar conosce il luogo in cui Narin è stata vista per l'ultima volta, ma che la maggior parte delle sue risposte alle domande sono incoerenti, Güran ha affermato: "Nevzat sa tutto, ma non ricorda le altre domande". Güran ha aggiunto: "Nell'atto d'accusa Nevzat Bahtiyar è come un fantasma", attirando l'attenzione sul comportamento del sospettato.
Il padre Güran ha precisato che il processo per omicidio non ha legami politici o terroristici, trattandosi di una questione puramente familiare. Ha inoltre espresso il suo disagio per il fatto che alcune persone in aula ridessero e scherzassero durante il procedimento.
''L'OPPRESSIONE HA UN LIMITE''
Ribadendo la fiducia nella sua famiglia, Güran ha dichiarato: “Non sospetto della mia famiglia. Tuttavia, se lo Stato ha avuto dei sospetti e li ha messi in carcere, sconteranno la loro pena. Ma se sono innocenti, lo Stato li rilascerà”. Affermando di essersi stretto a suo figlio e di voler affrontare questi giorni difficili a testa alta, Güran ha concluso: "L'oppressione ha un limite".
PREPARATIVI IN CORSO PER LA SECONDA UDIENZA
Arif Güran ha annunciato che i preparativi per la seconda udienza sono in corso e che le telecamere saranno ammesse in aula. Inoltre, il padre ha dichiarato che verranno presentate istanze in diverse sedi in merito al caso, aggiungendo: "Che Dio non lasci impunito il nostro diritto. Il tribunale dello Stato farà luce su questa vicenda”.
Fonte della notizia: 12punto
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