Caso Metin Lokumcu: il pubblico ministero chiede l'assoluzione per i poliziotti
Nel processo relativo alla morte dell'insegnante Metin Lokumcu, deceduto il 31 maggio 2011 nel distretto di Hopa, ad Artvin, dopo essere stato esposto ai gas lacrimogeni lanciati dalla polizia prima di un comizio dell'AK Parti, il pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione per ciascuno degli agenti imputati. L'avvocato della famiglia Lokumcu, Meriç Eyüboğlu, nella sua dichiarazione in merito alla requisitoria, ha affermato: "La requisitoria è una grande delusione. Le prove e i documenti che abbiamo presentato non sono stati minimamente presi in considerazione dal pubblico ministero".
Nel distretto di Hopa, ad Artvin, si è tenuta presso la 2ª Corte d'Assise di Trebisonda l'udienza del processo contro 13 poliziotti per la morte del 55enne insegnante in pensione Metin Lokumcu, deceduto il 31 maggio 2011 in seguito all'esposizione ai gas lacrimogeni lanciati dalla polizia prima di un comizio dell'AK Parti, durante il periodo in cui Recep Tayyip Erdoğan era primo ministro.
L'udienza è stata seguita anche dai deputati del CHP Tahsin Ocaklı e Sibel Suiçmez. All'udienza odierna erano presenti la famiglia Lokumcu, i loro avvocati e i legali degli imputati.
Secondo quanto riportato da Evrim Kepenek di Bianet, il pubblico ministero ha presentato la sua requisitoria finale, chiedendo l'assoluzione per ciascuno degli agenti sotto processo.
L'INSISTENZA SULLA "MORTE PER INFARTO"
Il pubblico ministero, affermando che la polizia aveva l'autorità di usare la forza durante le proteste e che gli agenti avevano lanciato avvertimenti il giorno dell'incidente, ha sostenuto che non è stato dimostrato che la morte di Lokumcu sia stata causata dai gas lacrimogeni. Nella requisitoria, ha dichiarato che il decesso è avvenuto per infarto e che ciò non implica un nesso causale con i gas lacrimogeni.
"REQUISITORIA DELUDENTE"
L'avvocato della famiglia Lokumcu, Meriç Eyüboğlu, nella sua dichiarazione in merito alla requisitoria, ha affermato: “La requisitoria è una grande delusione. Le prove e i documenti che abbiamo presentato non sono stati minimamente presi in considerazione dal pubblico ministero. Speriamo che la Corte non emetta una sentenza in tal senso, affinché la nostra delusione non continui. Chiediamo tempo per presentare le nostre osservazioni contro la requisitoria”.
La Corte ha accolto la richiesta di proroga.
La prossima udienza si terrà il 6 settembre.
Fonte della notizia: 12punto
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