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Ayşe Barım trasferita all'Istituto di Medicina Legale: 'Rischio di morte in carcere'

La nota manager Ayşe Barım, detenuta nell'ambito del processo per le proteste di Gezi Park, è stata trasferita all'Istituto di Medicina Legale per una valutazione in vista di una possibile scarcerazione per gravi motivi di salute.

Ayşe Barım trasferita all'Istituto di Medicina Legale: 'Rischio di morte in carcere'

La manager Ayşe Barım, detenuta nell'ambito dell'inchiesta sulle proteste di Gezi Park con l'accusa di "concorso nel tentativo di rovesciare il governo della Repubblica di Turchia", è stata trasferita all'Istituto di Medicina Legale su richiesta dei suoi avvocati per una valutazione del suo stato di salute. Il trasferimento è avvenuto mercoledì 17 luglio.

Il suo avvocato, Deniz Ketenci, ha sottolineato in una dichiarazione che, a causa dei gravi problemi di salute della sua assistita, la sua vita è seriamente minacciata dalle condizioni carcerarie, affermando: "Abbiamo richiesto la sua scarcerazione perché le sue condizioni di salute peggiorano di giorno in giorno".

Nel referto medico ufficiale rilasciato dall'Ospedale cittadino Başakşehir Çam ve Sakura, presentato dagli avvocati di Ayşe Barım agli atti, si afferma che la donna soffre di sei diverse patologie cardiache e che, a causa di un aneurisma cerebrale, corre un elevato rischio di morte. Il rapporto ha chiaramente evidenziato che il rischio per la sua vita aumenterebbe in caso di continuazione della detenzione.

AVEVA DESCRITTO IL SUO STATO DI SALUTE DURANTE L'UDIENZA

Barım aveva già richiamato l'attenzione sul suo stato di salute durante la prima udienza tenutasi il 7 luglio. "Sono detenuta da 162 giorni. Ho un aneurisma cerebrale e sei diverse patologie cardiache. Sto lottando in condizioni insalubri", aveva dichiarato. Nonostante ciò, il collegio giudicante aveva deciso per il mantenimento della custodia cautelare.

Barım è sotto processo nell'ambito dell'inchiesta sugli eventi di Gezi Park con l'accusa di "concorso nel tentativo di rovesciare il governo della Repubblica di Turchia o di impedirne l'esercizio delle funzioni mediante l'uso di forza e violenza". Nello stesso fascicolo, numerose altre persone figurano come imputate con accuse simili.

TUTTI GLI OCCHI PUNTATI SUL RAPPORTO DI MEDICINA LEGALE

Il rapporto che l'Istituto di Medicina Legale preparerà nei prossimi giorni sarà determinante per la decisione finale sulla possibilità o meno per Barım di rimanere in carcere.

COSA ERA SUCCESSO?

Ayşe Barım era stata arrestata il 27 gennaio con l'accusa di "concorso nel tentativo di rovesciare il governo della Repubblica di Turchia o di impedirne l'esercizio delle funzioni", a seguito di un'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Istanbul in merito ad accuse apparse sulla stampa scritta e visiva sulla sua partecipazione alle proteste di Gezi Park a Taksim.

Nell'inchiesta erano emersi contenuti di intercettazioni relative a una conversazione tra Memet Ali Alabora e un'altra persona, in cui si sosteneva che fosse stato effettuato uno scambio di idee tra artisti per la pubblicazione di un comunicato su Gezi Park e che tale iniziativa fosse stata realizzata.

Era stato inoltre indicato che Barım avesse avuto contatti intensi con Osman Kavala, Çiğdem Utku Mater e Memet Ali Alabora, imputati nel processo di Gezi Park, che avesse indirizzato gli artisti di cui era manager a partecipare agli eventi di Gezi Park e che lei stessa avesse preso parte alle manifestazioni insieme a questi attori.

Contro Barım era stato redatto un atto d'accusa con la richiesta di una pena detentiva da 22 anni e 6 mesi fino a 30 anni per il reato di "concorso nel tentativo di rovesciare il governo della Repubblica di Turchia o di impedirne parzialmente o totalmente l'esercizio delle funzioni mediante l'uso di forza e violenza".


Fonte della notizia: 12punto

Agente Ayşe Barım