Aveva ucciso la nonna: depositate le motivazioni della condanna all'ergastolo per Bedirhan Şener, figlio di Abdüllatif Şener
Sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha condannato all'ergastolo Bedirhan Şener, figlio dell'ex ministro Abdüllatif Şener, per l'omicidio della nonna avvenuto tramite arma da fuoco. Nella sentenza motivata, viene sottolineato che l'imputato era pienamente capace di intendere e di volere al momento del fatto e che ha commesso l'omicidio con "dolo diretto".
Sono state depositate le motivazioni della sentenza di ergastolo emessa nei confronti di Bedirhan Şener, figlio dell'ex ministro Abdüllatif Şener, che ad Ankara aveva preso in ostaggio e poi ucciso a colpi di arma da fuoco la nonna.
Secondo le motivazioni rese note dalla 1ª Corte d'Assise di Ankara, il 31 luglio 2014 la nonna Leyla Çetiner e la madre Berrin Şener si erano recate presso l'abitazione di Bedirhan Şener per incontrarlo. In quel frangente, Abdüllatif Şener si trovava all'esterno dell'edificio, intento a parcheggiare la propria auto.
Nelle motivazioni si spiega che, una volta che la Çetiner e Berrin Şener hanno suonato il campanello, Bedirhan Şener ha iniziato a sparare con l'arma appartenente al padre non appena aperta la porta. Viene riportato che la madre, Berrin Şener, è riuscita ad allontanarsi rapidamente, mentre Leyla Çetiner è stata colpita dai proiettili, perdendo la vita sul posto.
Nella sentenza, che fa riferimento anche ai rapporti dell'Istituto di Medicina Legale, viene indicato che la Çetiner è stata raggiunta da 9 proiettili e che il decesso è avvenuto a causa di "emorragie interne ed esterne derivanti dalla distruzione di organi interni e grandi vasi, associate a fratture della volta cranica, della base cranica e dello scheletro causate da ferite da proiettile di arma da fuoco".
Il documento affronta anche la tesi difensiva degli avvocati dell'imputato, secondo cui Bedirhan Şener non sarebbe stato in grado di intendere e di volere a causa di problemi di salute mentale; tuttavia, viene precisato che i rapporti dell'Istituto di Medicina Legale hanno confermato la piena responsabilità penale di Şener.
Nella sentenza si sottolinea che Şener, alla data del crimine, non soffriva di alcuna malattia mentale o ritardo cognitivo tale da eliminare o ridurre la sua capacità di orientare il proprio comportamento, affermando: "Dall'esame del fascicolo processuale è emerso che non sono stati riscontrati reperti o documenti medici che indichino che l'imputato, al momento della commissione del reato, si trovasse in uno stato di alterazione mentale tale da eliminare o ridurre la capacità di comprendere il significato giuridico e le conseguenze delle proprie azioni e di orientare il proprio comportamento".
"L'IMPUTATO ERA PIENAMENTE CAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE AL MOMENTO DEL REATO"
Nella sentenza, in cui si dichiara che Şener ha commesso l'omicidio con premeditazione, sono state fatte le seguenti valutazioni:
"È stato accertato che l'imputato Şener ha sparato alla vittima con una pistola da una distanza molto ravvicinata, colpendo le zone vitali del corpo della Çetiner e causando così il decesso; pertanto, l'intento dell'imputato nell'azione volta a uccidere la vittima è stato qualificato come 'dolo diretto'.
Sebbene l'imputato e i suoi difensori abbiano sostenuto che non vi fosse l'intenzione di uccidere la nonna, che gli spari fossero stati esplosi nel vuoto e che, a causa del disturbo psichico di cui soffriva al momento del fatto, non sapesse che la persona colpita fosse sua nonna, sulla base dei rapporti contenuti nel fascicolo è stato stabilito che l'imputato era pienamente capace di intendere e di volere al momento del reato. Valutando nel complesso la confessione dell'imputato di aver sparato, le dichiarazioni della vittima e le perizie tecniche, è stato determinato che l'imputato ha commesso intenzionalmente l'azione di 'omicidio volontario nei confronti di un ascendente'."
Inoltre, nelle motivazioni si fa riferimento al procedimento penale avviato con l'accusa di tentato omicidio nei confronti della madre, Berrin Şener. Tuttavia, poiché non sono state trovate "prove concrete, certe e convincenti" che l'imputato avesse preso di mira la madre, è stato assolto da tale accusa in applicazione del principio "in dubio pro reo".
In conclusione, è stato stabilito che Bedirhan Şener è stato condannato all'ergastolo per il reato di "omicidio volontario nei confronti di un ascendente" per aver ucciso con un'arma da fuoco la nonna Leyla Çetiner, oltre a una pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione per "detenzione illegale di arma da fuoco".
Fonte della notizia: AA
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