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Aveva preso a calci e lanciato dal quarto piano la gatta "Şirine": richiesta una condanna a 3 anni

È stata richiesta una pena fino a 3 anni di reclusione per l'imputata Elanur Pilici, accusata di aver preso a calci e lanciato dal quarto piano la gatta "Şirine" a Küçükçekmece, causandone il ferimento. Il processo è stato rinviato al 9 luglio dopo che la richiesta di tempo supplementare avanzata dall'avvocato dell'imputata è stata accolta.

Aveva preso a calci e lanciato dal quarto piano la gatta

All'udienza presso il 23° Tribunale Penale di Primo Grado di Küçükçekmece hanno partecipato la proprietaria della gatta, la querelante Fatma Aydın, gli avvocati delle parti e i legali del Centro per i Diritti degli Animali dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul.

Dopo che la querelante Fatma Aydın e i suoi avvocati hanno confermato la denuncia contro l'imputata, il pubblico ministero ha presentato la sua requisitoria.

Nella requisitoria è stato spiegato che, il giorno dell'incidente, l'imputata ha visto la gatta "Şirine", appartenente ad Aydın, uscire dall'appartamento della testimone İlayda Argun, vicina di casa, e l'ha presa a calci con l'accusa di aver danneggiato i suoi vasi e i suoi oggetti.

Nella requisitoria si afferma che Pilici, nonostante il tentativo della testimone Argun di fermarla, ha afferrato la gatta e l'ha lanciata dalla finestra del quarto piano, valutando che l'imputata abbia agito con crudeltà e spietatezza, arrecando danno all'animale.

Nella requisitoria è stata richiesta la condanna dell'imputata a una pena detentiva da 6 mesi a 3 anni per il reato di "torturare o trattare in modo crudele e spietato un animale domestico o da compagnia".

L'avvocato dell'imputata, Lamia Hız, ha richiesto tempo per preparare la difesa contro la requisitoria, mentre la parte civile Aydın e i suoi avvocati hanno chiesto che l'imputata venga condannata alla pena massima prevista.

L'avvocato Bahtiyar Güner, del Centro per i Diritti degli Animali dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul, parte civile, ha dichiarato: "L'imputata lavora come accademica in un istituto di formazione ed educa i giovani. Deve essere condannata alla pena massima affinché possa essere rieducata."

L'udienza è stata rinviata al 9 luglio dopo che la richiesta di tempo supplementare dell'avvocato dell'imputata è stata accolta.

DALL'ATTO DI ACCUSA

Nell'atto di accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Küçükçekmece si afferma che l'indagine è stata avviata in seguito alla denuncia della querelante Fatma Aydın, la quale sosteneva che la sua gatta "Şirine" fosse stata presa a calci e lanciata dalla finestra del quarto piano dall'imputata Elanur Pilici il 15 agosto 2023.

Nell'atto di accusa, l'imputata Pilici, nella sua deposizione, ha sostenuto di essersi arrabbiata con la gatta ma di non averla né presa a calci né lanciata dalla finestra. La testimone İlayda Argun ha invece raccontato che il giorno dell'incidente Fatma Aydın era venuta a casa sua come ospite insieme alla sua gatta Şirine e che, dopo la partenza di Aydın, la gatta era rimasta con loro.

Affermando che, mentre la gatta era con loro, è passata dal balcone a quello dell'imputata rovesciando i vasi, Argun ha testimoniato: "Al mattino, quando l'imputata ha bussato alla nostra porta urlando, abbiamo scoperto che la gatta aveva rovesciato i vasi. Mentre parlavamo, la gatta si è diretta verso l'appartamento di Aydın, la sua casa. Quando l'imputata ha notato la gatta, ha iniziato a prenderla a calci a terra. Sono corsa a fermarla, nel frattempo la gatta si è nascosta nell'intercapedine. L'imputata si è liberata di me, ha afferrato la gatta che stava inseguendo e l'ha lanciata dal quarto piano".

La testimone Argun ha dichiarato che dopo l'incidente hanno portato la gatta dal veterinario e che l'animale ha subito un'emorragia interna a causa della caduta dall'alto.

Nell'atto di accusa, in cui si rileva che l'imputata ha commesso i reati contestati sulla base della testimonianza e della perizia, è stata richiesta la condanna di Pilici a una pena da 6 mesi a 3 anni per il reato di "torturare o trattare in modo crudele e spietato un animale domestico o da compagnia".

Nelle immagini delle telecamere di sicurezza, per le quali è stata preparata una perizia tecnica, si vede l'imputata suonare il campanello di un appartamento e colpire con un calcio la gatta che usciva dall'interno nel momento in cui la porta veniva aperta.


Fonte della notizia: AA

Şirine