Aveva detto 'Se non lavorate, dimettetevi': la reazione dei sindacati a Tamer Karadağlı
È arrivata una dura reazione dal sindacato Kültür Emek-Sen alle parole del Direttore Generale dei Teatri di Stato, Tamer Karadağlı, che aveva dichiarato: "Se non lavorate, dimettetevi". Il sindacato ha sollevato questioni riguardanti i diritti e le condizioni dei lavoratori, portando all'attenzione pubblica le problematiche vissute dagli artisti.
Il Direttore Generale dei Teatri di Stato, Tamer Karadağlı, sta affrontando crescenti critiche dopo la sua dichiarazione: "Se non lavorate, dimettetevi, l'era del tulipano è finita".
Il sindacato Kültür Emek-Sen, in una dichiarazione scritta, ha rivolto diverse domande a Karadağlı riguardo agli artisti.
"C'è qualche nostro artista che, pur avendo ricevuto un incarico, ha detto di non voler lavorare?" ha chiesto il sindacato, domandando inoltre perché non siano stati assegnati incarichi agli artisti che, secondo quanto sostenuto dal direttore, non lavorerebbero da anni.
GLI ARTISTI E IL PERSONALE TECNICO SONO IL FONDAMENTO DEI TEATRI
Il Kültür Emek-Sen, sottolineando il 75° anniversario dei Teatri di Stato, ha affermato che coloro che mantengono in vita l'istituzione sono i lavoratori dell'arte, gli artisti e il personale tecnico. Nella dichiarazione si afferma che i dipendenti affrontano tutte le difficoltà con grande sacrificio e continuano la loro lotta insieme al pubblico.
IL PROBLEMA DEI LAVORATORI NON PUÒ ESSERE IGNORATO
Secondo quanto riportato da Yunis Alaçam per Birgün, il sindacato dei lavoratori della cultura ha sottolineato che gli artisti percepiscono ancora salari vicini alla soglia di povertà.
Nella dichiarazione si legge: "Le parole del signor Karadağlı sono superficiali, prive di basi statistiche e gettano discredito sull'intera istituzione. È sorprendente che, mentre tra le responsabilità del suo ufficio rientra la tutela e il miglioramento dei diritti personali, finanziari e sociali dei lavoratori dell'arte, egli si lamenti degli artisti sotto la sua amministrazione".
LE DOMANDE RIVOLTE A KARADAĞLI
Il Kültür Emek-Sen ha rivolto a Karadağlı le seguenti domande:
C'è qualche nostro artista che, pur avendo ricevuto un incarico, ha detto di non voler lavorare?
Perché non sono stati assegnati incarichi agli artisti che, a suo dire, non lavorano da anni?
Quanti sono gli artisti che vorrebbero lavorare e hanno presentato progetti, ma non hanno ricevuto alcun incarico?
Gli incentivi di questi artisti sono stati tagliati?
Su quale base giuridica viene effettuato il taglio degli incentivi?
COSA ERA SUCCESSO?
Tamer Karadağlı, nominato Direttore Generale dei Teatri di Stato nel gennaio di quest'anno, aveva dichiarato di aver dato un ultimatum a chi all'interno dell'istituzione percepisce lo stipendio senza lavorare. Affermando che "l'era del tulipano è finita", Karadağlı aveva detto: "Non trovo giusto che qualcuno se ne stia seduto per anni a percepire solo lo stipendio dicendo 'sono un attore', 'sono un uomo di teatro'. Dico: 'Se non lavorate, dimettetevi'. Cerco di essere molto attento all'equità".
D'altra parte, Karadağlı, annunciando che l'anno scorso i teatri di stato hanno battuto il record con 2 milioni e 250 mila spettatori, aveva dichiarato: "La gente ci chiama freneticamente per avere i biglietti".
Fonte della notizia: 12punto
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