Depositato l'atto d'accusa per gli arresti del Primo Maggio
È stato depositato l'atto d'accusa nei confronti delle persone arrestate e detenute durante le operazioni condotte a Istanbul contro coloro che, in occasione delle celebrazioni del Primo Maggio, intendevano marciare da Saraçhane verso piazza Taksim.
Nell'atto d'accusa preparato per le manifestazioni del Primo Maggio a Istanbul, è stata richiesta una pena fino a 17 anni di reclusione per ciascuna delle 30 persone che intendevano raggiungere piazza Taksim partendo da Saraçhane.
Nell'atto d'accusa, redatto dalla Procura della Repubblica di Istanbul, figurano 19 persone come parti lese e 30 come indagati.
AVVERTIMENTO DI CESSARE LA MANIFESTAZIONE
L'atto d'accusa descrive come, il giorno del Primo Maggio, diverse confederazioni, sindacati, ONG e 'gruppi e formazioni marginali' avessero lanciato appelli per formare un corteo a Saraçhane e compiere una "marcia illegale" verso piazza Taksim.
Nell'atto d'accusa si spiega che, alle 08:30 del giorno dell'evento, si è tenuto un colloquio tra la presidente del DİSK Arzu Çerkesoğlu e il vice capo della polizia provinciale responsabile delle misure di sicurezza; in tale colloquio è stato comunicato che la manifestazione era illegale, che non era stata concessa l'autorizzazione per l'evento di massa in piazza Taksim, che esisteva un divieto in merito e che era stato dato l'avvertimento di porre fine alla manifestazione.
Secondo quanto riportato da Fahrettin Öztürk per Cumhuriyet, nell'atto d'accusa si afferma che, nelle ore successive, il numero dei partecipanti nell'area ha raggiunto le 20 mila unità, che Arzu Çerkesoğlu si è spostata davanti all'acquedotto di Valente (Bozdoğan Kemeri) insieme a circa 50 persone, e che il vice capo della polizia responsabile delle misure di sicurezza ha ribadito che la manifestazione era illegale, che non era stata concessa l'autorizzazione per l'evento in piazza Taksim e che la marcia non sarebbe stata assolutamente permessa; in seguito a ciò, Arzu Çerkesoğlu e i suoi accompagnatori si sono allontanati.

"HANNO INIZIATO A COLPIRLI AL CORPO E ALLA TESTA"
Nell'atto d'accusa si rileva che, nonostante le negoziazioni, circa 150 persone all'interno della folla, tra cui alcuni individui mascherati che portavano insegne di TÖB, HALKDER, SMİ, SOL PARTİ, HALK EVLERİ, SYKP, EHP, ODAK e Demir Leblebi, hanno iniziato a colpire gli scudi della polizia con pietre, boccioni d'acqua e aste delle bandiere, colpendo i poliziotti al corpo e alla testa, e che è stato accertato che, spingendo, tirando e colpendo, hanno danneggiato 35 scudi antisommossa, 77 scudi di servizio, 1 ricetrasmittente portatile, 22 caschi, 23 maschere antigas e 1 fucile lanciagranate ZET.
È stato inoltre registrato che tra i manifestanti sono stati lanciati contro la polizia bottiglie di vetro, pietre e altri oggetti contundenti, e che sono state compiute aggressioni fisiche.
RICHIESTA DI CONDANNA FINO A 17 ANNI
Nell'atto d'accusa, che include le testimonianze degli agenti di polizia parti lese e degli indagati, per le 30 persone è stata richiesta una pena detentiva complessiva che va da 3 anni e 9 mesi fino a 17 anni per ciascuno, con le accuse di 'violazione della Legge n. 2911', 'resistenza a pubblico ufficiale', 'lesioni personali intenzionali' e 'danneggiamento di beni pubblici'.
Fonte della notizia: 12punto
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