Trova le notizie pubblicate nell'intervallo di date seguente
e e
e e
e e
Pulisci
Euro
Arrow
53,4968
Dollaro
Arrow
44,7543
Sterlina
Arrow
62,5719
Oro
Arrow
6040,9159
BIST 100
Arrow
10.729

Archiviazione nel caso di Semih Çelik, l'assassino delle due giovani

Si sono concluse le indagini su Semih Çelik, che dopo aver brutalmente ucciso due giovani donne nel distretto di Fatih a Istanbul, si è tolto la vita. È stata disposta l'archiviazione del caso relativo al terribile evento.

Archiviazione nel caso di Semih Çelik, l'assassino delle due giovani

Si sono concluse le indagini su Semih Çelik, che dopo aver brutalmente ucciso due giovani donne a Istanbul si è suicidato; è stata emessa una decisione di non luogo a procedere.

Nella decisione si afferma che le due giovani non hanno opposto resistenza a Semih Çelik durante l'evento, che non è stato possibile identificare una terza persona che abbia aiutato l'assassino e che non sono state ottenute prove relative a un'ideologia satanista che si ipotizzava potesse aver guidato tali azioni.

Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Istanbul su Semih Çelik (19), che il 4 ottobre 2024 ha brutalmente ucciso Ayşenur Halil (19) a Eyüpsultan e İkbal Uzuner (19) presso le mura di Edirnekapı a Fatih, per poi suicidarsi gettandosi dalle mura, si sono concluse con una decisione di non luogo a procedere. Nel provvedimento di archiviazione viene spiegato che Semih Çelik e İkbal Uzuner avevano avuto una relazione sentimentale in passato, terminata anche grazie all'intervento delle famiglie; successivamente, Çelik aveva iniziato una relazione con Ayşenur Halil, proseguita fino al giorno dell'evento, senza però aver mai interrotto i rapporti con İkbal Uzuner.

HA UCCISO BRUTALMENTE UNA IN CASA E L'ALTRA SULLE MURA

Nella decisione, in cui si specifica che il giorno dell'evento Semih Çelik ha ucciso brutalmente Ayşenur Halil nel suo letto, tagliandole la gola, viene registrato che dopo essere rimasto in casa per 3 ore, Çelik si è cambiato d'abito e si è diretto verso le mura. Nel frattempo, İkbal Uzuner si era recata davanti alle mura attendendo Semih per un po'; quando quest'ultimo è arrivato, lei lo ha visto salire, lo ha salutato con la mano e ha parlato con lui al telefono. Successivamente, İkbal lo ha raggiunto sulle mura, dove si sono incontrati e dove Semih l'ha brutalmente uccisa, sezionando il suo corpo in modo metodico.

NON HANNO OPPOSTO RESISTENZA A SEMIH

Nel provvedimento si rileva che, durante l'ispezione effettuata in casa, non è stato riscontrato alcun disordine, che sotto le unghie delle due giovani non è stato rilevato alcun DNA appartenente a Semih Çelik, che non è stato trovato nessuno che abbia sentito le grida di İkbal Uzuner mentre si trovava sulle mura e che, per tali motivi, non è stata ottenuta alcuna prova che le due giovani abbiano opposto resistenza a Semih Çelik. D'altra parte, la decisione indica che, secondo il materiale digitale acquisito, İkbal Uzuner aveva in precedenza tentato di strangolarsi con una corda, inviando queste immagini a Semih Çelik, oltre a foto che mostravano tagli sul petto e su altre parti del corpo e immagini oscene; Semih Çelik, a sua volta, inviava a İkbal disegni a carboncino simili a figure femminili con testa e gambe mozzate.

AL PADRE AVEVA DETTO: 'CAPO, COME VUOI CHE TI TAGLI?'

Nella decisione, in cui si afferma che esistono registrazioni in cui Semih Çelik esprimeva l'intenzione di uccidere se stesso e İkbal Uzuner, viene riportato che in una conversazione avuta con il padre il giorno prima, Çelik aveva chiesto: "Capo, come vuoi che ti tagli?". Il giorno dell'evento, poco prima di uccidere Ayşenur, aveva invece chiesto alla madre: "Vivremo fino a stasera?". Nel provvedimento si registra inoltre che non è stato possibile identificare una terza persona che abbia aiutato Semih Çelik e che non sono state ottenute prove riguardanti un'ideologia satanista o applicazioni come Discord (incel) o Telegram che si pensava potessero aver guidato tali azioni.

İKBAL ERA SCAPPATA DI CASA PER ANDARE DA SEMIH

Nella decisione, che include anche la testimonianza del padre di İkbal Uzuner, si afferma che l'uomo ha dichiarato che sua figlia e Semih erano compagni di scuola, che Semih nutriva un sentimento platonico e non corrisposto per lei, inviandole numerosi video e immagini contenenti discorsi satanisti, motivo per cui la figlia aveva cambiato scuola. Il padre ha riferito di non aver presentato denunce durante il periodo della pandemia nonostante le minacce ricevute dalla figlia, che dopo un po' Semih aveva plagiato la ragazza e che, durante il terremoto del 6 febbraio, la figlia era scappata di casa per andare dal ragazzo. Non avevano presentato denuncia di scomparsa in quell'occasione, ma le avevano tolto il telefono. Circa 6 mesi dopo il terremoto, la ragazza era scappata di nuovo e questa volta avevano sporto denuncia; la figlia era stata ritrovata seduta sul ponte di Edirnekapı Şehitlik. L'avevano portata da uno psicologo e, dopo qualche tempo, le avevano regalato un gatto, che aveva migliorato la sua salute mentale. Proseguendo la testimonianza, il padre ha raccontato che il giorno dell'evento, chiamando İkbal, un uomo aveva risposto dicendo: "Non preoccupatevi, İkbal è in buone mani". Dopo aver insistito con le chiamate, un altro uomo aveva risposto dicendo: "Sono vicino alle mura, sotto la bandiera. Il telefono è caduto dall'alto davanti a me, venite a prenderlo". Recatisi verso le mura di Edirnekapı, hanno incontrato un senzatetto che, alla domanda su dove avesse trovato il telefono, ha risposto che era caduto dall'alto. Hanno visto la folla guardare verso le mura e, avanzando in quella direzione, hanno visto la testa della figlia.

FACEVA ANCHE USO DI DROGHE

Nella decisione si riporta la testimonianza del padre di Semih Çelik, il quale ha dichiarato che fino all'età di 16 anni il figlio era una persona credente che pregava, ma che dopo il periodo della pandemia si era dichiarato deista. Dopo che il figlio aveva espresso la volontà di non studiare più durante le superiori, lo avevano ritirato da scuola e lui aveva terminato gli studi presso un liceo aperto. Circa tre anni fa a Semih erano stati prescritti farmaci psicologici, che però non aveva assunto. Il figlio voleva fare il macellaio e aveva iniziato a lavorare in una macelleria; due anni fa aveva iniziato a fare uso di droghe, ma da circa 3 mesi non ne faceva più uso perché non aveva denaro. Di tanto in tanto portava a casa alcolici come vino e birra. Circa un anno fa, entrando nella stanza del figlio, aveva visto disegni a carboncino simili a demoni che spaventavano la psicologia umana; quando aveva chiesto spiegazioni, il figlio aveva risposto: "Le nostre strutture di pensiero sono diverse", senza fornire ulteriori dettagli.


Fonte della notizia: İHA

Procura della Repubblica Fatih giovane İkbal Uzuner macellaio Semih Çelik indagine