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Accuse di 'spionaggio' anche per l'Italia: causa per attività illegali contro la Turchia

Una donna italiana, che lavorava come dirigente presso la rappresentanza turca di un'azienda italiana, ha presentato una denuncia sostenendo che l'azienda per cui lavorava abbia compiuto attività di spionaggio.

Accuse di 'spionaggio' anche per l'Italia: causa per attività illegali contro la Turchia

Non riuscendo più a sopportare il mobbing subito in azienda, P.N. ha intentato una causa presso il Tribunale del Lavoro di Ankara. Nella sua istanza, P.N. ha sostenuto che l'azienda pagasse lo stipendio in Euro a tutto il personale in Turchia, ma che a lei venisse corrisposto in Lire turche con la motivazione che fosse sposata con un cittadino turco, denunciando una discriminazione rispetto agli altri dipendenti.

Ha inoltre sottolineato che, sebbene non rientrasse nelle sue mansioni, era costretta a occuparsi di acquisti, gare d'appalto, permessi di lavoro, spedizioni e operazioni di trasporto, senza ricevere alcun compenso aggiuntivo oltre allo stipendio base.

Secondo quanto riportato da Sabah, la donna italiana P.N., che lavorava come dirigente presso la rappresentanza in Turchia di un'azienda italiana attiva nel settore dell'industria della difesa ad Ankara, ha fatto causa all'azienda sollevando accuse eclatanti. 

P.N., che ha lavorato per anni come responsabile della logistica e dirigente presso l'azienda di difesa presente in Turchia, ha dichiarato di essersi opposta ad alcune attività illegali dell'azienda contro la Turchia, sostenendo che la ditta italiana abbia danneggiato l'industria della difesa turca attraverso attività illecite e che tali azioni debbano essere indagate nell'ambito di un'inchiesta per spionaggio.

LICENZIATA DOPO LA CAUSA

In seguito all'avvio della causa, l'azienda italiana ha licenziato P.N. con la motivazione che soffrisse di problemi psicologici. P.N., che ha subito diverse vessazioni da parte dell'azienda italiana per il fatto di essere sposata con un cittadino turco e di aver agito per proteggere gli interessi della Turchia, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Ankara.

LA CASA MADRE IN ITALIA NON HA FORNITO ASSISTENZA

Nella sua denuncia, P.N. ha affermato di aver subito discriminazioni a causa del matrimonio con un cittadino turco e che, il 13 gennaio 2023, i suoi dati identificativi personali sono stati condivisi tramite l'e-mail aziendale senza la sua conoscenza o consenso. P.N. ha riferito di aver informato la sede centrale dell'azienda in Italia in merito alla questione, ma che la casa madre italiana ha risposto che non avrebbero fornito assistenza, sostenendo che il referente per tale questione fosse la loro rappresentanza in Turchia.

ACCUSE DI ATTIVITÀ ILLEGALI CONTRO LA TURCHIA

Affermando di non essere riuscita a trovare lavoro presso altre aziende a causa della diffusione dei suoi dati personali e di trovarsi quindi in difficoltà economiche, P.N. ha chiesto nella sua istanza che vengano indagate le attività illegali dell'azienda, sporgendo denuncia contro la stessa.

Nell'istanza, P.N. ha sostenuto che l'azienda svolga attività illegali in Turchia e danneggi l'industria della difesa turca, aggiungendo che le prove di tali attività illecite si trovano nei registri aziendali.

P.N. ha richiesto l'esame dei registri aziendali, sostenendo che, se le autorità turche effettuassero le necessarie verifiche, emergerebbe il danno arrecato dall'azienda all'industria della difesa turca.

OPERAZIONI DI SPIONAGGIO CONTRO IL MOSSAD

Le numerose operazioni condotte in Turchia, in particolare quelle recenti contro il MOSSAD, mettono in luce quanto siano diventate pericolose le attività di spionaggio. Ecco alcune delle operazioni di spionaggio contro il MOSSAD avvenute in breve tempo:

OPERAZIONE CONGIUNTA DI MIT E POLIZIA

Sette persone, sospettate di aver venduto informazioni ottenute al servizio di intelligence israeliano MOSSAD, sono state arrestate in un'operazione congiunta condotta dall'Organizzazione Nazionale di Intelligence (MIT) turca e dalla Direzione di Polizia di Istanbul.

Secondo quanto riferito dall'agenzia AA citando fonti di sicurezza, l'operazione è stata condotta dalle squadre del MIT e dalla Sezione Antiterrorismo della Direzione di Polizia di Istanbul contro i sospettati accusati di aver venduto informazioni al MOSSAD.

Nell'operazione sono stati arrestati 7 sospetti. È emerso che uno dei sospettati era Hamza Turhan Ayberk, un ex funzionario pubblico che partecipava a programmi mattutini in televisione, e che il MOSSAD era entrato in contatto con Ayberk tramite un agente in codice "Victoria".

Il MIT ha accertato che Ayberk, che si presentava come investigatore privato, ha passato informazioni al MOSSAD in cambio di denaro.

È stato stabilito che Ayberk avesse creato una squadra composta anche da pubblici ufficiali per reperire informazioni per il MOSSAD e che, seguendo le istruzioni ricevute, raccogliesse dati su persone e aziende mediorientali in Turchia.

OPERAZIONE 'MOSSAD' IN OTTO PROVINCE

Trentatré persone sono state arrestate in Turchia con l'accusa di essere coinvolte in attività di spionaggio contro cittadini stranieri. Si sostiene che le foto di determinati individui siano state inviate in Israele.

Dopo le accuse secondo cui il Mossad stava preparando attentati contro dirigenti di Hamas in diversi paesi, inclusa la Turchia, 33 persone sono state arrestate in Turchia con l'accusa di lavorare per l'intelligence israeliana.

È stato riferito che l'operazione è stata coordinata da Istanbul. Si è appreso che il numero degli arresti potrebbe aumentare. La notizia riporta quanto segue:

"Nell'ambito dell'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Istanbul, è stato accertato che il Servizio di Intelligence israeliano aveva l'obiettivo di condurre attività di ricognizione, pedinamento, aggressione e rapimento nei confronti di cittadini stranieri residenti in Turchia. È stato emesso un mandato di arresto per 46 sospettati ritenuti coinvolti in attività di spionaggio internazionale. L'operazione è stata condotta in 57 indirizzi in 8 province, con base a Istanbul. Durante le operazioni sono stati catturati 33 sospettati. Proseguono le ricerche per catturare gli altri sospettati."

MINISTRO YERLIKAYA: OPERAZIONE CONTRO LE SPIE ISRAELIANE

A Istanbul, 8 sospettati, identificati come raccoglitori di informazioni per il servizio di intelligence israeliano, sono stati catturati nell'operazione 'Köstebek-3' (Talpa-3). Due dei sospettati sono stati arrestati, mentre 6 sono stati rilasciati con obbligo di firma.

La Procura della Repubblica di Istanbul, in coordinamento con la Presidenza del MIT e la Direzione Generale della Sicurezza (Intelligence e Antiterrorismo), ha avviato un'indagine sulle persone che passavano informazioni ai servizi di intelligence israeliani. Le squadre della Sezione Antiterrorismo della Direzione di Polizia di Istanbul hanno condotto un'operazione per catturare i sospettati che raccoglievano informazioni e documenti su persone e aziende presenti in Turchia nel mirino dell'intelligence israeliana. Nell'operazione denominata 'Köstebek', 8 sospettati sono stati catturati. Dopo il completamento delle procedure di polizia, i sospettati sono stati trasferiti in tribunale: 2 sono stati arrestati e 6 rilasciati con obbligo di firma.


Fonte della notizia: 12punto

tribunale agente spionaggio processo Italia