Accusato di propaganda per un'organizzazione terroristica: richiesta di condanna al carcere per Evren Barış Yavuz
Per il comunicatore politico Evren Barış Yavuz, che aveva condiviso una foto scattata durante una manifestazione pro-Palestina commentandola con le parole "Hanno venduto carburante per jet", è stata richiesta una condanna a 16 anni e un mese di reclusione con le accuse di "propaganda per un'organizzazione terroristica", "diffamazione pubblica continuata" e "diffusione pubblica di informazioni fuorvianti per il pubblico".
È stato depositato l'atto d'accusa contro Evren Barış Yavuz, arrestato a Istanbul a causa di un articolo intitolato "Perché gli Aleviti avrebbero dovuto avere un PKK" pubblicato su un sito web e di un post sui social media in cui scriveva "Hanno venduto carburante per jet"; per lui è stata richiesta una pena fino a 16 anni e un mese di reclusione.
Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, Lütfü Haluk Bayraktar, Selçuk Bayraktar e la Baykar Makina Sanayi ve Ticaret Anonim Şirketi figurano in qualità di "parti lese".
Nell'atto d'accusa si rileva che è stata avviata un'indagine d'ufficio contro Yavuz, il quale il 9 aprile aveva pubblicato sui social media il post "Hanno venduto carburante per jet" rivolto alle parti lese e, inoltre, il 13 febbraio aveva pubblicato su un sito web un articolo intitolato "Perché gli Aleviti avrebbero dovuto avere un PKK?".
Viene specificato che il 15 aprile gli avvocati delle parti lese hanno presentato una denuncia alla procura sostenendo che Yavuz avesse diffuso informazioni fuorvianti riguardo ai loro assistiti, produttori di droni per la Turchia.
Nell'atto d'accusa, secondo il rapporto del 9 maggio redatto dalla Direzione della Sezione Antiterrorismo della Polizia di Istanbul, si riferisce che in passato erano già state condotte indagini contro Yavuz per reati come "propaganda per un'organizzazione terroristica" e "incitamento all'odio e all'ostilità o denigrazione del pubblico", e che erano state ottenute informazioni sulla sua partecipazione a marce organizzate dall'organizzazione terroristica PKK quando era studente presso l'Università Dokuz Eylül.
GIÀ GIUDICATO PER PROPAGANDA DEL PKK
Secondo i registri UYAP, l'atto d'accusa riporta che Yavuz era stato condannato a 1 anno, 6 mesi e 22 giorni di reclusione per il reato di "propaganda per l'organizzazione terroristica armata PKK" a causa di post sui social media del 2018, ma che tale sentenza, sebbene sospesa, non era ancora definitiva.
Nell'atto d'accusa si osserva che, nell'articolo intitolato "Perché gli Aleviti avrebbero dovuto avere un PKK?", Evren Barış Yavuz legittimava la lotta armata contro lo Stato, citando l'organizzazione terroristica armata PKK come esempio.
Viene affermato che Yavuz ha fatto propaganda per l'organizzazione terroristica PKK in modo tale da legittimare o lodare i metodi che prevedono coercizione, violenza o minacce, o da incoraggiare il ricorso a tali metodi.
'IDONEO A TURBARE L'ORDINE PUBBLICO'
Nell'atto d'accusa si rileva che Yavuz ha condiviso una foto in cui Selçuk Bayraktar e Lütfü Haluk Bayraktar si trovavano nella stessa inquadratura, scattata durante una manifestazione a sostegno del popolo palestinese, con la didascalia "Hanno venduto carburante per jet".
Nell'atto d'accusa, in cui si afferma che l'azione di Yavuz riguarda la sicurezza interna ed esterna della Turchia e l'ordine pubblico, si valuta che tale post abbia generato dibattiti nell'opinione pubblica e che, sotto questo aspetto, sia idoneo a turbare l'ordine pubblico.
HA DICHIARATO DI AVER COMMESSO UN ERRORE DI COMUNICAZIONE
Nell'atto d'accusa si spiega che il post, che potrebbe aver causato intenzionalmente la percezione che le parti lese sostenessero i massacri di Israele, costituisce allo stesso tempo un atto concreto capace di ledere l'onore, la dignità e la reputazione delle parti lese.
Nell'atto d'accusa si registra che, nella sua deposizione, Yavuz ha sostenuto di non aver scritto lui l'articolo intitolato "Perché gli Aleviti avrebbero dovuto avere un PKK?", ma che fosse stato scritto da Ali Tektaş nel 2013 sul sito web www.fraksiyon.org, che all'epoca gli era stato aperto un pannello di amministrazione su quel sito e che lui era solo un impaginatore della pagina.
Yavuz ha affermato di aver lasciato il sito nel 2015 e che il sito è stato chiuso nel 2016, motivo per cui il nome e le informazioni fotografiche di Ali Tektaş sono stati cancellati, ma che lui continuava a figurare come amministratore sul sito; ha inoltre sostenuto che, dopo la chiusura del sito nel 2017, l'articolo è stato pubblicato sul sito "alevienstitusu.blogspot.com" come se fosse un saggio a suo nome.
Nell'atto d'accusa si indica che, riguardo al post sulla famiglia Bayraktar, Yavuz ha dichiarato di aver utilizzato la foto, che rappresentava la manifestazione ed era molto condivisa, per esprimere un'incoerenza dopo aver appreso che, nonostante l'appello al boicottaggio dei prodotti israeliani durante la manifestazione di sostegno alla Palestina del 1° gennaio, le esportazioni verso Israele continuavano.
Affermando di aver fatto il post di sua libera volontà, Yavuz ha sostenuto di non aver avuto l'intenzione di insinuare che la famiglia Bayraktar o l'azienda Baykar commerciassero con Israele, ma di aver commesso un errore di comunicazione.
LA DIFESA È FINALIZZATA A EVITARE LA PENA
Nell'atto d'accusa si afferma che, considerando che Yavuz ha scritto chiaramente "Hanno venduto carburante per jet" nel suo post e ha utilizzato la foto delle parti lese, la sua difesa è finalizzata a evitare la condanna.
È stata richiesta la condanna di Evren Barış Yavuz a una pena compresa tra 3 anni e 4 mesi e 16 anni e 1 mese di reclusione per i reati di "propaganda per un'organizzazione terroristica", "diffamazione pubblica continuata" e "diffusione pubblica di informazioni fuorvianti per il pubblico".
La Procura ha inviato l'atto d'accusa alla 23ª Corte d'Assise di Istanbul.
Fonte della notizia: AA
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