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1376 lavoratori turchi licenziati, al loro posto arrivano i nepalesi

Nella centrale termoelettrica di Afşin-Elbistan sono stati licenziati 1376 dipendenti e la carenza di manodopera è stata colmata con lavoratori provenienti dall'estero a salari ridotti.

1376 lavoratori turchi licenziati, al loro posto arrivano i nepalesi

Nella centrale termoelettrica operante nella regione di Afşin-Elbistan, a Kahramanmaraş, gestita dalla Çelikler Holding, si sono verificati licenziamenti su larga scala. Durante il mese di Ramadan, 1376 lavoratori turchi sono rimasti disoccupati e al loro posto sono stati fatti arrivare nuovi operai dal Nepal e dalla Cina. È stato riferito che questi lavoratori vengono impiegati con uno stipendio mensile di 500-600 dollari, una cifra molto inferiore rispetto agli standard dei loro paesi d'origine.

Mentre il tasso di disoccupazione in Turchia rimane elevato, desta attenzione il fatto che le aziende reperiscano manodopera a basso costo da migliaia di chilometri di distanza. In particolare, i lavoratori che arrivano dal Nepal, distante 5.300 chilometri, e dalla Cina, a 8.000 chilometri di distanza, operano in condizioni gravose, senza assicurazione e con salari bassi.

Il deputato del CHP per Kahramanmaraş, Ali Öztunç, ha sollevato la questione in Parlamento. Öztunç ha espresso la sua reazione dicendo: "Gli abitanti di Elbistan e Afşin respirano le ceneri, soffrono di ogni tipo di malattia, ma rimangono disoccupati. In quale libro è scritto tutto ciò?"

D'altra parte, è stato sottolineato che quasi tutta la popolazione locale rischia di rimanere senza lavoro. Oltre ai licenziamenti, tra le accuse vi è quella di una scarsa sicurezza sul lavoro all'interno dell'impianto, con incidenti che si verificherebbero quasi quotidianamente. La mancata garanzia di tutele sociali per i nuovi lavoratori immigrati e l'indifferenza verso l'occupazione locale stanno provocando serie proteste tra la popolazione della regione.

Il deputato Ali Öztunç ha ribadito la gravità del processo con queste parole: "1376 persone sono state licenziate durante il mese di Ramadan. Al loro posto hanno portato lavoratori dal Nepal e dalla Cina che lavorano per 500-600 dollari. Non c'è nemmeno l'assicurazione. Ogni giorno vengono licenziate 5 o 10 persone. La popolazione locale rimarrà completamente disoccupata. Non passa giorno senza che si verifichi un incidente sul lavoro."


Fonte della notizia: 12punto