Risposta del Ministero alle accuse di sostanze cancerogene nell'olio d'oliva
Il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste ha respinto le accuse riguardanti la presenza di sostanze cancerogene negli oli d'oliva prodotti in Turchia, dichiarando che i controlli effettuati non hanno rilevato valori superiori ai limiti di legge.
Il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste ha fatto chiarezza sulle polemiche riguardanti l'olio d'oliva emerse negli ultimi giorni. La Direzione Generale per l'Alimentazione e il Controllo, dipendente dal Ministero, ha annunciato che nei controlli ufficiali sugli oli d'oliva e sugli oli vegetali prodotti in Turchia non è stata riscontrata alcuna sostanza cancerogena al di sopra dei limiti legali.
IL PRODOTTO IN FRANCIA NON È DI ORIGINE TURCA
Alcuni organi di stampa e social media avevano sostenuto che in un olio d'oliva esportato dalla Turchia alla Francia fosse stata trovata una quantità di sostanze cancerogene sei volte superiore al limite legale. Tuttavia, il Ministero ha chiarito che il prodotto in Francia non è di origine turca e che non è stata inviata alcuna notifica ufficiale alla Turchia dalle autorità francesi o dal Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF) dell'Unione Europea.
IL CODICE A BARRE APPARTIENE ALL'ITALIA
Nella dichiarazione è stato specificato che il codice a barre del prodotto in questione appartiene all'Italia. Il fatto che il numero GTIN "8011845300554" inizi con "801" indica che il prodotto è di origine italiana. I prodotti realizzati in Turchia iniziano invece con "869". Inoltre, è stato accertato che non è stato rilasciato alcun certificato sanitario di esportazione per l'olio di sansa di oliva a marchio Kavak.
Il Ministero ha sottolineato che sia nella normativa dell'Unione Europea che in quella turca il limite per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) è fissato a 10 mg per chilogrammo e che tale limite non viene superato negli oli prodotti in Turchia.
Fonte della notizia: 12punto
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